Il rendimento dei titoli a 30 anni supererà il 6% questo mese? La resilienza economica e la pressione inflazionistica spingono i tassi d'interesse verso l'alto, accentuando la svendita dei Treasury USA.
I titoli di Stato statunitensi sono stati nuovamente oggetto di vendite lunedì, con i rendimenti dei Treasury a lungo termine che hanno raggiunto i livelli più alti degli ultimi decenni.
Secondo quanto riportato dalla APP di Jinse Finance, lunedì i Treasury statunitensi hanno subito una nuova ondata di vendite e i rendimenti dei titoli a lungo termine sono saliti ai livelli più alti degli ultimi decenni. Con l'economia americana ancora in espansione, gli investimenti nelle infrastrutture AI in forte crescita e le pressioni inflazionistiche persistentemente elevate, gli investitori stanno diventando sempre più cauti riguardo alla possibilità che i rendimenti dei Treasury abbiano già raggiunto il picco.
Lunedì, i rendimenti dei Treasury USA a 10 e 30 anni sono aumentati di almeno 7 punti base, raggiungendo rispettivamente il 5,34% e il 5,7%, entrambi ai massimi dal 2002; i rendimenti dei Treasury a breve termine sono aumentati di circa 2-4 punti base. Dalla metà di agosto, i rendimenti dei Treasury USA sono in costante aumento. Il mercato sta da un lato cercando di assorbire la forte crescita economica e la domanda di capitale generata dagli investimenti in AI, e dall'altro, l'inflazione persistentemente elevata mantiene alta la probabilità di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve.
Earl Davis, responsabile del reddito fisso di BMO Asset Management, ha dichiarato lunedì che un rendimento sopra il 6% per i Treasury USA a 30 anni è “inevitabile” e potrebbe accadere già questo mese. Se la previsione si avverasse, il rendimento dei 30 anni raggiungerebbe livelli mai visti dal 2000. Davis ritiene che la volatilità attuale del mercato obbligazionario stia creando un ciclo che alimenta ulteriori rialzi dei tassi, mantenendo la pressione al rialzo sui rendimenti a lungo termine.
Nel frattempo, i dati pubblicati lunedì sul settore dei servizi degli Stati Uniti hanno ulteriormente rafforzato il clima di cautela nei mercati obbligazionari. L’ISM servizi di settembre mostra che il settore si è espanso a un ritmo più lento, ma le pressioni sui prezzi sono aumentate in modo significativo. In particolare, l’indice dei prezzi pagati è salito a 74, ben oltre le attese del mercato e al livello più alto da luglio 2022.
Vail Hartman, strategist di BMO Capital Markets, ha dichiarato che questo report nel complesso evidenzia un aumento delle pressioni inflazionistiche, mentre la crescita nominale dell’economia rimane solida, rafforzando i fattori che nelle ultime settimane hanno continuato a pesare sul mercato obbligazionario.
Con i rendimenti dei Treasury USA in costante rialzo, il mercato trova sempre più difficile individuare un possibile tetto per le scadenze lunghe. L'economia americana rimane in espansione, mentre il boom delle infrastrutture AI sta sostenendo la crescita degli investimenti aziendali. Al contempo, le pressioni sui prezzi nel settore dei servizi stanno risalendo, segno che il processo di discesa dell’inflazione potrebbe rivelarsi complesso. Questi due elementi sostengono le aspettative di mantenimento di rendimenti elevati per un periodo più esteso.
Il mercato dei tassi swap mostra che i trader attualmente stimano una probabilità di circa il 25% che la Federal Reserve rialzi i tassi alla riunione di ottobre, ed hanno ormai prezzato quasi del tutto un aumento di 25 punti base entro la riunione di dicembre.
Pertanto, anche se le aspettative di una mossa immediata della Federal Reserve già in ottobre non sono elevate, gli investitori vedono ancora margini per un ulteriore irrigidimento della politica monetaria nei prossimi mesi. Per i Treasury a lunga scadenza, la forte crescita economica, l’inflazione persistente e un possibile aumento dei tassi si combinano per esercitare pressioni al rialzo sui rendimenti.
La serie di aste di Treasury statunitensi in programma questa settimana costituirà un importante banco di prova per valutare la disponibilità degli investitori ad accettare i livelli attuali di rendimento. Il ciclo di aste di Treasury coupon inizierà martedì, con la vendita di 58 miliardi di dollari in titoli a 3 anni. Seguono poi le aste delle scadenze a 10 e 30 anni, che attirano maggiore attenzione, poiché con i rendimenti a lungo termine ai nuovi massimi pluriennali, la domanda in asta mostrerà direttamente se gli investitori sono disposti ad aumentare l’esposizione a questi prezzi.
Se la domanda per le aste dei titoli a lunga scadenza dovesse risultare debole, potrebbero aumentare le preoccupazioni degli operatori sull’equilibrio tra domanda e offerta dei Treasury a lungo termine; al contrario, se gli alti rendimenti attireranno una domanda sostenuta, ciò potrebbe offrire un certo supporto a un mercato obbligazionario sotto pressione da tempo.
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