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Cerebras sale di oltre il 10%, Altman afferma che è un “partner stretto” di OpenAI

Cerebras sale di oltre il 10%, Altman afferma che è un “partner stretto” di OpenAI

华尔街见闻华尔街见闻2026/10/05 16:15
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Venerdì scorso, Altman ha dichiarato sui social media che Cerebras è uno "stretto partner di collaborazione" di OpenAI e che entrambe le parti "mantengono una profonda cooperazione nei settori d'avanguardia della velocità". La scorsa settimana, poiché OpenAI ha scelto le GPU Nvidia invece dei chip Cerebras per la modalità “Ultrafast” ad altissima velocità di GPT-6.1 Sol, le azioni di Cerebras sono crollate del 20%.

Il prezzo delle azioni Cerebras è rimbalzato dopo una settimana difficile. Sam Altman, CEO di OpenAI, ha ribadito pubblicamente la collaborazione tra le due aziende, migliorando il sentiment di mercato e facendo salire nettamente le azioni del produttore di chip AI lunedì.

Venerdì, Altman ha pubblicato su X, rispondendo direttamente alle speculazioni sulla relazione tra le due aziende, dichiarando che Cerebras è un "partner stretto" di OpenAI e che le due parti "mantengono una collaborazione approfondita nell'ambito delle tecnologie d'avanguardia".

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Grazie a tale stimolo, le azioni Cerebras hanno segnato lunedì un incremento superiore al 10%.

La settimana precedente, le azioni Cerebras avevano accumulato un crollo del 20%, toccando il livello più basso dal debutto al Nasdaq. La causa scatenante è stata la scelta di OpenAI di utilizzare GPU NVIDIA, invece dei chip Cerebras, per la modalità "Ultrafast" di GPT-6.1 Sol, alimentando timori sul possibile indebolimento della relazione con il cliente principale.

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Causa scatenante: i chip NVIDIA sostituiscono Cerebras, scatenando il panico

Il motivo principale del crollo di Cerebras della settimana scorsa risiede nell’interpretazione delle scelte hardware di OpenAI. Secondo CNBC, nel lanciare la modalità "Ultrafast" GPT-6.1 Sol, OpenAI ha optato per i processori grafici NVIDIA come supporto di calcolo, invece dei chip dedicati di Cerebras.

Questa notizia ha preoccupato gli investitori, portandoli a pensare che OpenAI stesse gradualmente spostando i carichi di lavoro principali verso NVIDIA, con il rischio che Cerebras si trovi sempre più ai margini della strategia.

Cerebras è specializzata nello sviluppo e produzione di sistemi di calcolo AI, i cui chip sono noti per le dimensioni molto elevate e la maggiore velocità nell’elaborazione dei carichi di lavoro AI, rappresentando una valida alternativa ai tradizionali GPU.

Nel gennaio di quest’anno, Cerebras ha firmato un contratto da 10 miliardi di dollari con OpenAI, impegnandosi a fornire a OpenAI una capacità computazionale di 750 MW durante il periodo d’accordo fino al 2028.

Analisti: nessun cambiamento nelle previsioni di ricavi per il 2028, ma l’andamento del margine lordo è cruciale

Purtroppo, malgrado l’alta volatilità del titolo, alcuni analisti di Wall Street mantengono un cauto ottimismo.

Gli analisti di Citi hanno osservato venerdì scorso che non sono cambiati i loro pronostici sui ricavi Cerebras fino al 2028: "Riteniamo che i modelli AI d’avanguardia dei laboratori saranno inizialmente lanciati su chip interni, per poi passare a soluzioni di terze parti o al cloud Cerebras, dunque è troppo presto per trarre conclusioni definitive."

Tuttavia, Citi avverte anche sui rischi: finché il margine lordo non darà segnali di stabilizzazione, ogni nuovo calo potrebbe minare la fiducia degli investitori, soprattutto considerando che la valutazione attuale di Cerebras resta elevata.

Contesto: pressioni sin dal debutto in Borsa, OpenAI cerca nuovi finanziamenti

Cerebras ha completato la quotazione a maggio di quest’anno, facendo il suo ingresso nel mercato dei chip AI – dominato da NVIDIA – con una capitalizzazione di quasi 95 miliardi di dollari.

Dopo la quotazione, tuttavia, il titolo è rimasto sotto pressione: a metà agosto sia i risultati finanziari sia le previsioni hanno deluso il mercato, complicando ulteriormente la possibile rivalutazione.

Intanto, come cliente più importante di Cerebras, anche OpenAI accelera i piani di raccolta di capitale. Secondo quanto riferito, OpenAI sta cercando un nuovo round di finanziamenti con una valutazione mirata fino a 1,4 trilioni di dollari, prendendo in considerazione un’IPO già nel prossimo anno.

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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