Rapporto: il conflitto tra Stati Uniti e Iran interrompe il ritmo di espansione della produzione dell’OPEC+, revisione della capacità produttiva posticipata a metà novembre
Secondo i media, la revisione della capacità produttiva da parte di OPEC+ è stata ritardata: la scadenza originaria era fissata per la fine di settembre 2026, ma ora è stata posticipata alla metà di novembre. In teoria, ciò consente comunque a OPEC+ di discutere i risultati pertinenti durante la riunione plenaria prevista per la fine di novembre. I risultati della valutazione indipendente della capacità produttiva influenzeranno direttamente i limiti di produzione consentiti a ciascun paese membro. Alcuni paesi hanno già manifestato notevoli divergenze riguardo alle quote, mettendo così sotto pressione la stabilità dell’alleanza.
Il processo di revisione della capacità produttiva di OPEC+ ha subito dei ritardi, a causa della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran che ha sconvolto i piani di espansione di diversi progetti nell'area mediorientale, rendendo incerta la stima del potenziale produttivo futuro dei Paesi membri. Questo ritardo avrà un impatto diretto sul processo di definizione delle quote di produzione di petrolio del cartello per il 2027.
Secondo quanto riferito da Reuters citando due fonti informate, la scadenza per completare la revisione è stata posticipata dalla fine di settembre 2026 a metà novembre.
Nel frattempo, DeGolyer and MacNaughton, società statunitense incaricata di stimare la capacità produttiva dei Paesi OPEC+ esclusi Russia, Iran e Venezuela, prevede di poter presentare il rapporto a OPEC solo a metà novembre. Questa tempistica consentirebbe teoricamente a OPEC+ di discutere i risultati nella riunione plenaria prevista per la fine di novembre.
Questo rinvio complica ulteriormente le già delicate trattative sulle quote all’interno di OPEC+. I risultati di valutazioni indipendenti della capacità produttiva determineranno direttamente il tetto consentito per i singoli Paesi membri e alcune divergenze sulle quote sono già emerse, mettendo sotto pressione la stabilità dell’alleanza.
Venerdì, il G7 ha deciso di rilasciare 100 milioni di barili di riserve petrolifere di emergenza, con un rilascio massiccio di diesel nei primi 20 giorni, mentre il prezzo del greggio americano è sceso temporaneamente di oltre il 5% per poi recuperare parzialmente, attestandosi al momento della pubblicazione a -3,33%.

La guerra ostacola i piani di espansione, mancano ancora dati sulla capacità produttiva
I conflitti in Medio Oriente hanno provocato ritardi nei progetti previsti per aumentare la capacità produttiva di alcuni Paesi OPEC+, rendendo difficile valutare con precisione la reale capacità produttiva. Inoltre, non tutti i membri hanno ancora fornito i dati richiesti per la revisione.
OPEC+ aveva già avviato questa procedura di revisione alla fine del 2025, richiedendo una verifica della capacità produttiva di tutti i membri come base per definire i parametri produttivi del 2027.
Durante la riunione plenaria di giugno di quest’anno, l’alleanza ha ribadito l’importanza di completare la valutazione della massima capacità di produzione sostenibile (MSC), specificando che ciò rappresenterà il riferimento per la definizione della produzione del 2027.
Il vicepremier russo Alexander Novak, venerdì, attraverso l’agenzia di stampa nazionale russa TASS, ha dichiarato che i Paesi OPEC+ stanno continuando a valutare i livelli massimi di capacità produttiva, ma non ha fornito ulteriori dettagli riguardo al ritardo.
I risultati della valutazione influenzano direttamente la distribuzione delle quote
Lo scopo centrale di questa revisione è offrire una stima aggiornata e indipendente della capacità produttiva sostenibile di ciascun membro, un dato fondamentale per tutte le trattative sulle quote di produzione. Se i piani di espansione venissero compromessi dalla guerra, la base per la valutazione della capacità produttiva di alcune nazioni verrebbe a mancare, influenzando di conseguenza il livello delle future quote.
I risultati della valutazione della capacità produttiva incidono direttamente e sensibilmente sugli interessi dei membri: i Paesi a cui verrà attribuita una capacità di produzione inferiore potrebbero subire una riduzione della quota, mentre quelli che sono riusciti ad ampliare la loro capacità cercheranno di ottenere una maggiore quota produttiva.
Questo meccanismo è stato evidente nelle recenti dinamiche dell’alleanza. Gli Emirati Arabi Uniti, sostenendo l’incremento della propria capacità produttiva, avevano richiesto un aumento della propria quota OPEC+, e dopo che tali richieste non sono state pienamente accolte, sono usciti dall’alleanza a maggio di quest’anno.
Secondo quanto già riportato, anche l’Iraq sta cercando una quota superiore e ha considerato l’uscita da OPEC. I ritardi e le incertezze legati alla revisione attuale stanno accentuando queste tensioni, mettendo nuovamente alla prova la coesione interna dell’OPEC+.
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