L’indice PMI manifatturiero dell ’area euro di settembre raggiunge il massimo degli ultimi 52 mesi, la ripresa della domanda riaccende le pressioni inflazionistiche
La ripresa del settore manifatturiero dell’Eurozona continua a rafforzarsi, ma le pressioni sui prezzi che ne derivano stanno rendendo più complessa la valutazione del percorso di politica monetaria della Banca Centrale Europea.
Giovedì, l’indice PMI manifatturiero dell’Eurozona pubblicato da S&P Global per settembre è salito a 52,9, il livello più alto da maggio 2022, segnando il terzo mese consecutivo di crescita e superando la precedente stima di 52,7.

La crescita dei nuovi ordini ha raggiunto il ritmo più rapido da marzo 2022, mentre gli ordini all’export sono aumentati per il secondo mese consecutivo, indicando la prima ripresa sostenuta della domanda estera da oltre quattro anni e mezzo. Allo stesso tempo, l’inflazione dei costi di input e dei prezzi alla produzione è accelerata, per la prima volta da maggio; i dati ufficiali dovrebbero mostrare che il tasso di inflazione dell’Eurozona a settembre è salito al 3,6%, il livello più alto da settembre 2023.
Il riaccendersi delle pressioni sui prezzi ha lasciato un segno evidente sulle aspettative sui tassi di interesse. Attualmente il mercato prevede che la Banca Centrale Europea effettuerà tre aumenti dei tassi entro la metà del 2027. Chris Williamson, capo economista aziendale di S&P Global, ha affermato che la domanda di beni di consumo continua a calare e l’aumento del costo della vita pesa ancora sulla spesa delle famiglie: "In questo contesto, la nuova accelerazione dell’aumento dei costi di input e dei prezzi alla produzione suscita preoccupazione e potrebbe intensificare ulteriormente le speculazioni su nuovi rialzi dei tassi da parte della BCE."
Ripresa a pieno ritmo, l’indice della produzione ai massimi da 55 mesi
L’indice PMI della produzione manifatturiera di settembre è salito da 53,3 a 53,6, segnando il livello più alto degli ultimi 55 mesi e mostrando un rafforzamento dell’espansione produttiva.
Anche la copertura geografica di questa ripresa si è notevolmente ampliata. Tutte le otto economie dell’Eurozona incluse nell’indagine hanno registrato valori superiori a 50, segnando la prima espansione generalizzata in oltre quattro anni. I Paesi Bassi guidano la crescita, seguiti da Irlanda e Austria; anche Germania e Grecia hanno registrato una solida espansione; la crescita è stata più moderata in Spagna, Francia e Italia.
La fiducia delle imprese è aumentata di conseguenza, con l’indice di fiducia ai massimi da sette mesi. Gli ordini inevasi, per la prima volta da aprile, sono aumentati, gli acquisti sono accelerati e i tempi di consegna dei fornitori si sono leggermente allungati, anche se l’entità dei ritardi è stata la più contenuta da febbraio.
Domanda di beni d’investimento trainante, AI e spese per la difesa principali motori
Chris Williamson ha sottolineato che il motore principale di questa espansione manifatturiera è la domanda di beni d’investimento, in particolare di macchinari e attrezzature, con la produzione dei beni capitali che ha raggiunto il tasso di crescita più alto dalla ripresa post-pandemica.
Ha affermato che questa tendenza riflette soprattutto l’aumento della domanda di prodotti legati all’intelligenza artificiale e alla difesa. Al contrario, la domanda di beni di consumo rimane debole e l’alto costo della vita continua a limitare la propensione alla spesa dei consumatori.
Anche il mercato del lavoro ha mostrato segnali positivi. L’occupazione nel settore manifatturiero è tornata a crescere ad agosto dopo oltre tre anni consecutivi di tagli, e a settembre ha registrato un ulteriore lieve aumento, segnale che la ripresa si sta estendendo dalla produzione al reclutamento e all’espansione della capacità produttiva.
Pressione inflazionistica rinnovata, aspettative di rialzo dei tassi da parte della BCE in aumento
Nonostante il quadro di una ripresa generalizzata, il ritorno del rischio inflazionistico è diventato la principale variabile sotto osservazione da parte del mercato. L’inflazione dei costi di input e dei prezzi alla produzione è aumentata a settembre, per la prima volta da maggio, anche se i tassi di crescita rimangono inferiori ai picchi di inizio anno.
I dati ufficiali sull’inflazione dovrebbero essere pubblicati venerdì, con le attese di mercato che prevedono un aumento dell’inflazione nell’Eurozona dal 3,2% di agosto al 3,6% a settembre, che sarebbe il massimo da settembre 2023.
Le aspettative di mercato sul percorso della politica della BCE si sono quindi adeguate, con la previsione attuale di tre rialzi dei tassi entro la metà del 2027. La situazione di ripresa manifatturiera accompagnata da pressioni inflazionistiche rende il posizionamento di politica monetaria della BCE ancora più delicato.

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