La fiducia dei principali produttori giapponesi raggiunge il massimo degli ultimi otto anni, mentre aumentano le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della banca centrale giapponese.
Secondo l'indagine trimestrale Tankan pubblicata giovedì dalla Banca centrale del Giappone, l'indice del sentiment dei grandi produttori è salito da 22 a 24 a settembre, migliorando per il sesto trimestre consecutivo e raggiungendo il livello più alto degli ultimi otto anni.
Secondo quanto riportato da Jinse Finance APP, la Banca Centrale del Giappone ha pubblicato giovedì il sondaggio trimestrale Tankan, che mostra come l'indice di fiducia delle grandi imprese manifatturiere sia salito da 22 a 24 a settembre, segnando il sesto trimestre consecutivo di miglioramento e raggiungendo il livello più alto degli ultimi otto anni, sebbene leggermente inferiore alle aspettative degli economisti sondati da Bloomberg (25). Questo sondaggio è uno dei dati più monitorati dalla Banca Centrale del Giappone. L'indice di fiducia delle grandi imprese non manifatturiere è sceso leggermente da 37 a 35. Un valore positivo dell'indice indica che il numero di aziende che ritengono la situazione commerciale “favorevole” supera quello delle aziende che la ritengono “sfavorevole”.
L'ultimo rapporto Tankan evidenzia che la resilienza delle aziende giapponesi continua. La forte domanda globale di intelligenza artificiale ha mitigato gli effetti negativi del conflitto in Medio Oriente, consentendo al PMI manifatturiero giapponese di restare in espansione ogni mese di quest'anno; la crescita salariale reale ha sostenuto la domanda di servizi nei settori non manifatturieri. In questo contesto, il sondaggio di giovedì potrebbe rafforzare le aspettative di mercato circa un nuovo rialzo dei tassi da parte della Banca Centrale del Giappone prima di dicembre. Quest'ultima monitora attentamente anche le aspettative sul prezzo da parte delle aziende, che stimano un tasso di inflazione annuale tra cinque anni pari al 2,5%, in lieve calo rispetto al 2,6% del precedente rapporto ma ancora su livelli elevati.
Il sondaggio è stato pubblicato mentre il prezzo del petrolio risale, complice la rinnovata preoccupazione per la mancanza di progressi nelle trattative USA-Iran. Fonti vicine ai fatti riferiscono che funzionari iraniani, in privato, si mostrano pessimisti sulla possibilità di raggiungere un accordo che ponga fine alle ostilità e riapra le rotte d’acqua prima delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti a novembre. Il persistente indebolimento dello yen potrebbe rappresentare un fattore cruciale. Nonostante i tentativi delle autorità giapponesi e americane di invertire la tendenza, lo yen resta vicino al livello chiave di 160 per dollaro, con la quotazione venerdì mattina a Tokyo attorno a 157,70.
Oltre alla forte domanda di AI, le aziende giapponesi beneficiano anche dell’aumento dei prezzi e dei salari, ormai radicato, che offre agli imprenditori maggiori possibilità di incrementare i prezzi dopo anni di tagli ai costi e stagnazione salariale. Il rapporto del Ministero delle Finanze giapponese dello scorso mese mostra che i profitti aziendali nel secondo trimestre hanno raggiunto un record storico. Il rapporto di Teikoku Databank, pubblicato mercoledì, evidenzia che a settembre sono stati aumentati i prezzi di 4.965 prodotti alimentari e bevande, più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La scorsa settimana, Kazuo Momma, ex direttore esecutivo responsabile della politica monetaria presso la Banca Centrale del Giappone, ha dichiarato a Bloomberg che il più recente rapporto Tankan sarà una base fondamentale per la decisione della Banca Centrale alla fine del mese relativamente a possibili rialzi dei tassi. Secondo Momma, c’è una probabilità del 30% che la Banca Centrale del Giappone aumenti i tassi il 30 ottobre, quando definirà la sua politica.
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