Il prezzo dell'oro rimbalza: la diplomazia nello Stretto di Hormuz allevia il prezzo del petrolio, mentre i rendimenti dei Treasury USA restano elevati
Huitong News, 25 settembre—— Venerdì (25 settembre) durante la sessione di trading mattutina negli Stati Uniti, l'oro spot mostra una tendenza solida, mentre l'argento spot registra un forte rialzo. Le rinnovate speranze di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran hanno portato a un calo dei prezzi del petrolio; tuttavia, i rendimenti dei Treasury USA rimangono elevati e, con le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve, i metalli preziosi probabilmente chiuderanno la settimana in ribasso. L’oro spot viene scambiato intorno ai 4290,60 USD l’oncia, con un aumento giornaliero dello 0,39%; l’argento spot è scambiato intorno ai 64,446 USD, in crescita dello 0,96% nella giornata.
Venerdì (25 settembre), durante la sessione mattutina di trading negli Stati Uniti, l’oro spot mantiene una performance solida e l’argento spot sale decisamente. Le nuove speranze di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran spingono al ribasso i prezzi del petrolio; tuttavia, i rendimenti dei Treasury USA rimangono alti e, complice l’aspettativa di un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, i metalli preziosi probabilmente registreranno perdite settimanali. L’oro spot è scambiato in giornata intorno ai 4290,60 USD l'oncia, in salita dello 0,39%; l’argento spot si attesta sui 64,446 USD, in crescita dello 0,96% in giornata.
Questa settimana i dati sull’attività economica degli Stati Uniti risultano solidi, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono diminuite e i dati sull’edilizia abitativa sono migliorati; la maggioranza degli operatori ritiene che il rialzo dei tassi della Federal Reserve per settembre non rappresenti la fine del ciclo di stretta monetaria, con le posizioni di mercato orientate verso un’ulteriore restrizione della politica monetaria. I prezzi di mercato indicano una probabilità del 71% circa di un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve ad ottobre di 25 punti base; l'indice del dollaro, dopo aver toccato un massimo a due mesi, è scivolato verso 100,94; il rendimento dei Treasury USA a dieci anni si mantiene intorno al 5,1%.
I dati sugli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti ad agosto sono rimasti pressoché stabili; la revisione dei dati di luglio mostra una crescita dello 0,9%, mentre il mercato prevedeva un calo dello 0,4%; questi numeri si sono quindi rivelati migliori delle attese. Escludendo la componente trasporti, gli ordini di beni durevoli sono cresciuti dello 0,3% mese su mese (a luglio erano saliti dello 0,7%). Questi dati economici superiori alle previsioni rappresentano un elemento negativo per l'oro. Alle 10 del mattino (ora della costa est degli Stati Uniti) saranno pubblicati i dati finali sull’indice di fiducia dei consumatori e sulle aspettative di inflazione, che il mercato segue con attenzione: una domanda di beni sostenuta potrebbe concedere alla Federal Reserve più margine per continuare la sua politica restrittiva.
La situazione nello Stretto di Hormuz e il confronto tra Stati Uniti e Iran rimangono i principali rischi del mercato petrolifero, ma i recenti sviluppi suggeriscono che la diplomazia ha in parte mitigato le preoccupazioni sull’offerta. A New York, i negoziatori statunitensi e iraniani stanno esplorando soluzioni per una risoluzione graduale del conflitto, tra cui la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran e la revoca delle sanzioni economiche statunitensi; tuttavia, gli attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita continuano a minacciare l’offerta di petrolio della regione.
Il Brent è quotato intorno ai 98,22 USD al barile, in calo dell’8,42%; il West Texas Intermediate (WTI) si attesta intorno ai 92,59 USD, con un calo del 2,14%. Il calo dei prezzi del petrolio potrebbe ridurre marginalmente la pressione inflazionistica che sostiene i rendimenti dei Treasury USA e il dollaro — a beneficio dell’oro — ma i persistenti premi di rischio legati alla navigazione continuano a sostenere la domanda di metalli preziosi come bene rifugio.
Prima dell’apertura di Wall Street, il clima sui mercati azionari globali è positivo, e gli acquisti sul settore dell’intelligenza artificiale compensano le preoccupazioni legate al petrolio, ai rendimenti dei Treasury USA e alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Prossimo obiettivo rialzista per i long sull’oro spot: consolidare il prezzo sopra la zona di resistenza tra 4304,00 e 4345,00 USD; se superata, il target successivo sarà 4396,00 USD e poi 4400,00 USD.
Obiettivo ribassista nel breve termine per i bear: una discesa sotto i 4245,00 USD; target ribassista profondo a 4216,00 USD, seguito dall’area compresa tra 4181,00 e 4216,00 USD.
Prima resistenza a 4304,00 USD, seconda resistenza a 4345,00 USD; primo supporto a 4245,00 USD, secondo supporto a 4216,00 USD.
Prossimo obiettivo rialzista per i long sull’argento spot: puntare alla zona compresa tra 64,920 e 65,830 USD; una volta rotta questa fascia, l’obiettivo successivo sarà 67,231 USD e poi 68,000 USD.
Obiettivo ribassista nel breve termine per i bear: una discesa sotto i 62,750 USD; target ribassista profondo a 62,350 USD, poi 61,460 USD.
Prima resistenza a 64,920 USD, seconda resistenza a 65,830 USD; primo supporto a 62,750 USD, secondo supporto a 62,350 USD.
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