Dopo cinque cali consecutivi, il prezzo del petrolio rimbalza per la prima volta mentre il mercato attende segnali dai negoziati tra Stati Uniti e Iran.
Il prezzo del petrolio, dopo cinque sessioni consecutive di ribasso, ha registrato un rimbalzo tecnico, mentre l'attenzione del mercato si concentra sulle potenziali variabili geopolitiche derivanti da possibili contatti diplomatici tra Stati Uniti e Iran.
Martedì di questa settimana, il petrolio internazionale ha segnato un lieve rimbalzo, con il Brent in rialzo dell'1,63%. In precedenza, il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Bessent, ha dichiarato in un'intervista che, a partire dal 23 settembre, qualsiasi aeroporto, fornitore di carburante, società di assistenza a terra o agenzia di biglietteria che continui a fornire servizi alle compagnie aeree iraniane potrebbe perdere l'accesso al sistema finanziario in dollari statunitensi a causa delle sanzioni secondarie statunitensi; le compagnie aeree iraniane si troverebbero quindi di fronte a uno "stop" globale.

Tuttavia, questo rimbalzo è stato limitato e il sentiment del mercato rimane generalmente cauto, con gli investitori in attesa di segnali di possibili negoziati tra Stati Uniti e Iran. Secondo quanto riportato dall'agenzia Xinhua, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian avrebbe in programma di partire il 22 settembre per New York per partecipare all'81ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite; il suo intervento è previsto per il 23 settembre e gli osservatori internazionali sono in attesa di possibili segnali diplomatici.
Avvertimento sulle sanzioni rafforza le aspettative di restrizione dell'offerta
Lunedì, durante un'intervista, Bessent ha dichiarato esplicitamente che, attraverso il blocco della fornitura di carburante, dei servizi di atterraggio e della vendita dei biglietti, gli Stati Uniti costringeranno tutte le compagnie aeree iraniane a sospendere i voli a partire da mercoledì, e chi violerà sarà escluso dal sistema di regolamento in dollari.
Queste dichiarazioni hanno rafforzato sensibilmente le preoccupazioni del mercato circa le limitazioni del lato dell'offerta iraniana, determinando un rialzo immediato del prezzo del petrolio.
L'ampliamento dell'ambito delle sanzioni implica un aumento della pressione potenziale sulle esportazioni petrolifere iraniane, e molti operatori ritengono che il rischio di interruzioni dell'offerta di greggio iraniano sia in crescita nel breve periodo.
Si apre la finestra diplomatica, le prospettive dei negoziati guidano la direzione del prezzo del petrolio
D'altro canto, anche gli sviluppi diplomatici influenzano fortemente il mercato.
Come riporta Xinhua, Pezeshkian illustrerà alla sessione dell'ONU la posizione dell'Iran sulla "situazione internazionale", concentrandosi principalmente sui conflitti con Stati Uniti e Israele. Il suo viaggio si svolgerà dal 22 al 26 e il 28 settembre, durante il quale terrà colloqui bilaterali con diversi leader mondiali.
Lukman Otunuga, direttore della ricerca di mercato presso il broker online FXTM, ha osservato che l'attenzione del mercato rimarrà probabilmente focalizzata sui progressi diplomatici. Ha sottolineato che "se verrà confermato un dialogo diretto tra Washington e Teheran, le aspettative di una ripresa delle forniture regionali miglioreranno e ciò eserciterà una pressione ribassista aggiuntiva sul prezzo del petrolio".
Tuttavia, ha anche avvertito che "l'Iran ha già messo in guardia: se la situazione dovesse ulteriormente degenerare, scatterebbero forti ritorsioni e il prezzo del petrolio potrebbe salire ulteriormente".
La variabile chiave nell'attuale andamento dei prezzi petroliferi dipende dal fatto che i negoziati diplomatici tra Stati Uniti e Iran producano risultati concreti. Se ci sarà un dialogo bilaterale, le aspettative di offerta miglioreranno e il prezzo del petrolio, finora sostenuto da un premio di rischio geopolitico, potrebbe subire una pressione al ribasso; al contrario, se le tensioni continueranno ad aumentare, il rischio di interruzioni dell'offerta spingerà i prezzi verso l'alto.
Fino a che non emergeranno segnali chiari, è probabile che il mercato del greggio resti altamente volatile tra la pressione delle sanzioni e l'attesa per la diplomazia, e gli investitori dovranno seguire da vicino le ultime dichiarazioni delle due parti durante l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

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