Il prezzo del diesel negli Stati Uniti raggiunge un livello record, la chiusura delle raffinerie nel Midwest aggrava ulteriormente la situazione
Con il prezzo del diesel negli Stati Uniti già ai massimi storici, una grande raffineria del Midwest ha improvvisamente interrotto la produzione, aumentando ulteriormente il rischio di una stretta nell’offerta regionale di carburante. Se l’arresto superasse le previsioni, la pressione sui prezzi del diesel potrebbe trasmettersi anche al mercato della benzina, facendo salire i costi del carburante in diversi Stati del Midwest.
La raffineria di ExxonMobil situata a Joliet, in Illinois, ha una capacità di lavorazione giornaliera di 275.000 barili, ed è stata costretta a fermarsi domenica scorsa dopo che un’interruzione di corrente ha attivato i sistemi di sicurezza. Secondo quanto riportato da Reuters, documenti di giovedì segnalano che anche una stazione di pompaggio è stata allagata. ExxonMobil ha dichiarato che l’interruzione è stata causata da un guasto delle linee principali e di backup fornite da ComEd alla raffineria, l’alimentazione elettrica è stata completamente ripristinata giovedì, ma la produzione di carburante non è ancora ripresa.
Nel frattempo, la pressione sul prezzo del diesel negli Stati Uniti è già molto evidente. I dati più recenti dell’AAA mostrano che il prezzo medio nazionale al dettaglio del diesel è salito a 6,45 dollari al gallone, raggiungendo un nuovo massimo storico. Secondo gli esperti di mercato, se il fermo della raffineria di Joliet dovesse prolungarsi, la fornitura di carburante in Illinois, Indiana, Ohio, Wisconsin e Michigan potrebbe ulteriormente restringersi, e in alcune aree il prezzo della benzina potrebbe persino superare i 5 dollari al gallone.

Fermo della raffineria di Joliet, pressioni sull’offerta di carburante nel Midwest
La raffineria di Joliet si trova circa 40 miglia a sud-ovest di Chicago e produce ogni giorno circa 11 milioni di galloni tra benzina e diesel, principalmente destinati al mercato del Midwest. La sua capacità di lavorazione del greggio rappresenta circa il 6% della capacità totale di raffinazione della regione e circa l’1,5% di quella nazionale, rivestendo quindi un ruolo cruciale nella rete di fornitura regionale di carburante.
Patrick De Haan, responsabile dell’analisi petrolifera di GasBuddy, ha dichiarato che il prezzo spot del diesel nella regione dei Grandi Laghi è attualmente il più alto a livello nazionale, raggiungendo i 240 dollari al barile. Secondo le sue previsioni, l’Ohio rischia maggiori aumenti sul prezzo della benzina, mentre Wisconsin e Indiana sono in una fascia di rischio medio. Il rischio è più contenuto in Michigan e Illinois, anche se in alcune aree il prezzo potrebbe comunque superare i 5 dollari al gallone.
La pressione sul mercato del diesel è però più diffusa rispetto alla benzina. De Haan sottolinea che nella maggior parte di questi Stati, il prezzo del diesel corre rischi da moderati a forti rialzi. Dato che il prezzo nazionale al dettaglio del diesel ha già raggiunto un nuovo massimo storico, la rapidità con cui la raffineria di Joliet potrà riprendere la produzione sarà una variabile chiave nell’andamento dell’offerta e dei prezzi nel Midwest.
Pressioni sulle capacità di raffinazione globali, il rincaro del diesel può trasmettersi alla benzina
Il fermo della raffineria di Joliet non è un caso isolato. Le capacità di raffinazione a livello mondiale continuano a subire shock e l’offerta di carburante è già sotto pressione. Gli analisti delle materie prime di Goldman Sachs Yulia Zhestkova Grigsby e Daan Struyven hanno avvertito, all’inizio di questa settimana, che la tensione sulla fornitura globale di diesel potrebbe trasmettersi ulteriormente al mercato della benzina.
In condizioni di offerta limitata, le raffinerie potrebbero privilegiare la produzione di diesel, più redditizia, a discapito di quella della benzina. Secondo Mike McGlone, senior commodity strategist di Bloomberg Intelligence, un prezzo del diesel a 6 dollari al gallone richiama alla mente la crisi della benzina del 2008 e sottolinea le forti pressioni attuali sul mercato dei carburanti.
Se l’arresto delle raffinerie si sommassi alle continue interruzioni dell’offerta globale, il rincaro del carburante potrebbe alimentare ulteriormente le aspettative di inflazione e generare pressioni su tassi d’interesse e asset rischiosi. Nel frattempo, la situazione di sicurezza dello stretto di Hormuz resta tesa, e il rischio geopolitico continua a sostenere il prezzo del petrolio, mantenendo alto il livello generale di incertezza sui mercati energetici globali.

Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
