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Société Générale: È il momento di essere nuovamente rialzisti sull'oro, l’attrattiva torna dopo mesi di correzione

Société Générale: È il momento di essere nuovamente rialzisti sull'oro, l’attrattiva torna dopo mesi di correzione

金十数据金十数据2026/09/04 04:23
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Per:金十数据

Con l’oro che torna ad avvicinarsi ai 4500 dollari per oncia, Société Générale ritiene che, dopo mesi di aggiustamenti, sia giunto il momento per una rinnovata attenzione su questo metallo prezioso.

Gli analisti di Société Générale hanno affermato nell’ultimo rapporto di mercato che la banca ha ridotto le posizioni in oro nella prima metà dell’anno, ma ora questo metallo prezioso mostra nuovamente segnali di attrattiva.

Gli analisti hanno sottolineato: “Di recente, l’oro è rimbalzato nei pressi dei 4500 dollari per oncia, dopo un forte ridimensionamento dovuto alle tensioni USA-Israele-Iran e alle aspettative di ulteriori rialzi dei tassi della Federal Reserve. Nel frattempo, la volatilità è tornata su livelli normali, le posizioni speculative sono risalite al di sopra della media a due anni, e il rapporto put/call sulle opzioni dell’ETF sull’oro GLD è sceso ai minimi da sei mesi, segno che il sentiment rialzista sta riprendendo quota.”

Tassi d’interesse elevati e un dollaro forte restano pressioni tradizionali sull’oro, ma secondo Société Générale, la maggior parte degli aggiustamenti rialzisti sulle aspettative della Federal Reserve sono ormai stati scontati dal mercato, migliorando così il rapporto rischio/rendimento dell’oro allo stato attuale.

La banca mantiene una posizione “strategicamente rialzista” sull’oro, considerandolo uno strumento importante contro le incertezze monetarie e di politica economica.

Société Générale ritiene che, dopo il 2022, il mercato dell’oro abbia subito un evidente cambiamento strutturale. Anche in un contesto di tassi reali costantemente positivi, il prezzo dell’oro riesce a rimanere vicino ai massimi storici, infrangendo così il modello tradizionale che avrebbe suggerito prezzi ben inferiori.

“Fattori strutturali – come l’acquisto continuo da parte delle banche centrali, la tendenza alla de-dollarizzazione, l’incertezza geopolitica e i timori sul debito sovrano – sembrano offrire un supporto più solido al prezzo dell’oro, limitando l’impatto negativo dei tassi reali elevati.” hanno dichiarato gli analisti.

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La ridefinizione rialzista della Fed è stata assorbita, i rischi di inflazione potrebbero ancora sostenere il prezzo dell’oro

Dalla metà dello scorso anno, la valutazione delle politiche della Federal Reserve sui mercati è cambiata: il focus si è spostato dall’attesa di ulteriori allentamenti monetari a un eventuale nuovo rialzo dei tassi uno o due volte.

Questo cambiamento ha spinto i rendimenti dei Treasury USA a 2 anni sopra il 4% e garantito sostegno al dollaro. Tuttavia, nonostante queste forze contrarie, il prezzo dell’oro resta significativamente superiore rispetto ai livelli medi previsti per la metà del 2025.

Gli analisti di Société Générale affermano: “A nostro avviso, ci vorrebbe un impatto inflazionistico di grande portata e una risposta molto più aggressiva della Federal Reserve per provocare un nuovo importante aggiustamento dei tassi di interesse. Poiché la maggior parte delle correzioni di tipo hawkish sono già riflesse nei mercati finanziari, i rischi al ribasso per l’oro appaiono sempre più limitati.”

La prosecuzione del rimbalzo dell’oro dipende comunque dalle aspettative sulla politica della Federal Reserve. Le scommesse su un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Fed sono state una delle cause principali del forte storno dell’oro tra primavera e inizio estate.

La scorsa settimana, durante il simposio annuale delle banche centrali a Jackson Hole, il presidente della Fed Kevin Warsh ha espresso commenti molto hawkish, che hanno rafforzato ulteriormente queste aspettative di mercato. Warsh ha ribadito che il ritorno duraturo dell’inflazione verso il target del 2% della banca centrale resta la priorità della politica dei decisori.

Société Générale, però, ritiene che la Fed abbia limiti nella portata dell’inasprimento che potrà attuare.

Gli economisti della banca prevedono, secondo lo scenario di base, che i tassi restino invariati fino al 2027, pur riconoscendo che, con una persistenza dell’inflazione, la Fed potrebbe decidere per un nuovo rialzo quest’anno.

Société Générale ritiene che le probabilità di un rialzo a settembre o dicembre siano superiori rispetto a ottobre.

Il rischio d’inflazione persistente è uno dei motivi chiave per cui la banca consiglia di mantenere una posizione strategica sull’oro. Secondo Société Générale, la nuova ondata di dazi negli Stati Uniti, lo sviluppo accelerato di intelligenza artificiale e infrastrutture, la volatilità dei prezzi dell’energia e il continuo ampio deficit fiscale nei Paesi avanzati stanno creando un ambiente più inflazionistico di quanto previsto dai mercati finanziari.

Al momento della pubblicazione del report, i mercati prezzano solo un modesto ulteriore inasprimento da parte della Fed. Société Générale osserva che, anche secondo queste aspettative, la politica monetaria rimane meno restrittiva rispetto ai risultati del modello Taylor della Fed di Atlanta, il che significa che i rischi di inflazione potrebbero essere sottovalutati.

Le banche centrali continuano ad acquistare oro, cambiamenti nella struttura della domanda

Oltre ai fattori macroeconomici, la stessa struttura della domanda di oro sta cambiando.

Sebbene quest’anno i flussi verso gli ETF sull’oro si siano sensibilmente rallentati, rimangono comunque positivi. Al contempo, la minore volatilità sui mercati sta aumentando l’attrattiva dell’oro per i gestori di riserve a lungo termine, una tipologia di investitori differente dai trader focalizzati sui movimenti di prezzo a breve termine.

Secondo gli analisti, questa evoluzione nella domanda potrebbe in ultima analisi contribuire a dare all’oro una base di prezzo più solida e duratura.

La Cina continua ad aumentare le sue riserve aurifere a passo costante; la diversificazione e la riduzione della dipendenza dalle tradizionali riserve restano una priorità strutturale per molte banche centrali dei mercati emergenti.

Gli analisti di Société Générale affermano: “Con il calo della domanda speculativa a fronte di un acquisto costante da parte dei soggetti ufficiali, le banche centrali stanno diventando la forza ancora più centrale del mercato dell’oro.”

La banca evidenzia allo stesso tempo che, storicamente, già la sola diminuzione della volatilità è sempre stato un segnale importante di acquisto per l’oro, mentre la domanda persistente delle banche centrali promette di sostenere a lungo il prezzo al ribasso.

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