Il WTI mantiene i guadagni sopra i 89,50 dollari in mezzo a rinnovate ostilità in Medio Oriente
Il prezzo del petrolio West Texas Intermediate (WTI) rimbalza dopo aver registrato perdite nella giornata precedente, scambiando intorno a 89,60 dollari durante le ore asiatiche di giovedì. I prezzi del petrolio greggio avanzano mentre gli investitori valutano il riaccendersi delle ostilità in Medio Oriente insieme agli sforzi per riaprire lo Stretto di Hormuz. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli ultimi attacchi contro l'Iran saranno di breve durata, nonostante abbia indicato che gli Stati Uniti restano pronti a ulteriori raid, ribadendo che gli Stati Uniti controllano Hormuz.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato nuovi attacchi contro obiettivi iraniani intorno allo Stretto di Hormuz, presentandoli come rappresaglia per i tentativi di Teheran di posare mine nel corridoio strategico e per un precedente attacco a una base militare statunitense. Trump ha inoltre avvertito che una risposta militare molto più ampia arriverà se l'Iran deciderà di reagire. In risposta, l'Iran ha affermato di aver già preso di mira basi statunitensi nella regione e di aver lanciato missili verso la Giordania.
Ad alimentare la tensione, il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha dichiarato che l’economia iraniana è entrata in una "fase di accelerazione" della bancarotta. Ha sottolineato che, nonostante il conflitto, 17 milioni di barili di petrolio greggio sono transitati attraverso lo Stretto di Hormuz lunedì, segnalando che Teheran non controlla il vitale corridoio commerciale.
I raid statunitensi sulle petroliere segnano un’escalation delle tensioni nello Stretto di Hormuz
Gli strateghi di BNY sottolineano che la recente azione degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz rappresenta un cambiamento di politica degno di nota, evidenziando che “questa mossa segna la prima volta che gli Stati Uniti colpiscono petroliere iraniane in risposta agli attacchi contro navi nello Stretto di Hormuz, invece che per la violazione del blocco navale.” Notano che questo cambiamento è alla base del recente aumento del premio al rischio geopolitico incorporato nei prezzi di riferimento del petrolio.
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