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Chevron prevede di espandere le proprie attività petrolifere in Venezuela, il governo Trump discute concessioni petrolifere fino a 100 anni

Chevron prevede di espandere le proprie attività petrolifere in Venezuela, il governo Trump discute concessioni petrolifere fino a 100 anni

华尔街见闻华尔街见闻2026/08/28 19:33
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Secondo i media, Chevron sta negoziando con la parte venezuelana per ottenere i diritti operativi su due nuovi giacimenti petroliferi. Nel frattempo, l'amministrazione Trump sta cercando un inedito contratto di locazione di giacimenti petroliferi della durata di cento anni con il Venezuela. Dopo la destituzione di Maduro, la produzione giornaliera di petrolio in Venezuela è aumentata di quasi 300.000 barili. Tuttavia, le infrastrutture petrolifere venezuelane sono gravemente obsolete e gli esperti del settore stimano che riportare la produzione giornaliera del paese a 3 milioni di barili potrebbe richiedere oltre dieci anni.

Il gigante petrolifero statunitense Chevron sta negoziando per espandere le proprie attività in Venezuela, riflettendo il più recente coinvolgimento degli interessi energetici americani in questo produttore di petrolio latinoamericano.

Secondo fonti citate da Bloomberg, Chevron sta discutendo con la parte venezuelana i diritti operativi su due nuovi giacimenti petroliferi. Nel frattempo, l'amministrazione Trump sta trattando con la leadership venezuelana per ottenere concessioni di locazione fino a 100 anni su diversi giacimenti nel Paese, una mossa quasi senza precedenti nella storia.

Questi sviluppi avvengono dopo i grandi cambiamenti politici avvenuti in Venezuela. Da quando l'ex presidente Maduro è stato arrestato dalle forze armate statunitensi a gennaio e la ex vicepresidente Delcy Rodríguez ha assunto il potere instaurando una collaborazione con l'amministrazione Trump, Washington controlla di fatto le vendite di petrolio venezuelane e ha allentato le sanzioni per permettere alle aziende americane del settore energetico di entrare nel mercato locale.

Secondo dati elaborati da Bloomberg, dopo la destituzione di Maduro la produzione giornaliera di petrolio venezuelano è aumentata di quasi 300.000 barili.

Chevron: operatore storico all'insegna dell'espansione

Attualmente Chevron è l'unica grande compagnia petrolifera statunitense ancora attiva in Venezuela; ha costituito joint venture con la compagnia petrolifera nazionale e oggi rappresenta circa un quinto della produzione totale di petrolio del Paese.

L'azienda opera in Venezuela da decenni; dopo che nel 2007 gli asset di ExxonMobil e ConocoPhillips sono stati espropriati dal governo, Chevron è rimasta sul posto, distinguendosi tra le compagnie americane del settore.

Secondo i media, Chevron sta negoziando l'espansione delle sue operazioni venezuelane, mentre altre aziende sono prossime a nuovi accordi di investimento e Halliburton sta trattando per fornire attrezzature di estrazione petrolifera al Paese.

Questo mese, il gigante dei servizi petroliferi SLB e il produttore indipendente Hunt Oil Co. hanno già firmato contratti con il governo venezuelano, segnando un'accelerazione della presenza di aziende petrolifere straniere nel Paese.

Concessioni centenarie: una gestione delle risorse senza precedenti

Il dettaglio più rilevante di queste trattative riguarda la concessione di lunghissimo periodo attualmente discussa dalle autorità statunitensi—secondo le fonti, alcune concessioni potrebbero durare fino a 100 anni, senza equivalenti storici nello sviluppo energetico globale.

La strategia dell'amministrazione Trump appare chiara: assicurarci diritti di sfruttamento a lungo termine in uno dei Paesi con le più grandi riserve petrolifere al mondo, così da ampliare i canali di approvvigionamento statunitensi durante le attuali forti turbolenze di mercato.

Nel frattempo, la guerra in Iran continua a destabilizzare il mercato e Teheran sta rafforzando il blocco alle spedizioni commerciali nello Stretto di Hormuz. Contestualmente, le riserve strategiche di petrolio degli Stati Uniti sono scese al circa 41% della capacità totale, il livello più basso degli ultimi quarant'anni, aumentando la pressione per ripristinarle.

La via della ricostruzione: crescita produttiva tra sfide di lungo periodo

Pur con un valore strategico indiscusso, la prospettiva di aumentare la produzione dei giacimenti venezuelani è vincolata da rigidi limiti concreti.

Analisti ed esperti di settore sottolineano che le infrastrutture petrolifere venezuelane sono gravemente obsolete, la fornitura elettrica rimane instabile e vi sono considerevoli passività ambientali accumulate negli anni, ostacolando la possibilità di realizzare rapidamente piani di aumento della produzione su larga scala.

Si stima comunemente nel comparto che riportare la produzione nazionale ai livelli pre-crisi—cioè circa 3 milioni di barili al giorno—potrebbe richiedere più di dieci anni.

Ciò implica che, anche in caso di firma di nuovi contratti da parte di Chevron e altri produttori, saranno necessari anni prima di vedere un reale incremento della capacità produttiva.

Controversie costituzionali: emergono dubbi all'interno del Venezuela

Mentre le aziende energetiche americane accelerano la loro presenza, in Venezuela si fanno sentire opinioni divergenti.

Personalità di rilievo come il professore di Harvard ed ex ministro venezuelano Ricardo Hausmann, hanno sollevato dubbi pubblici sulla costituzionalità di tali accordi, mettendo in discussione la legittimità del controllo straniero sulle risorse petrolifere e del gas nazionale.

Queste controversie aggiungono incertezza al processo negoziale e potrebbero influire sull'attuazione degli accordi raggiunti.

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