Ipotesi di Wall Street: qual è la prossima mossa di Bessent per “salvare i Treasury USA”?
Wall Street si concentra sul piano di emissione trimestrale di obbligazioni del 4 novembre, considerato un'importante incognita. Deutsche Bank prevede un ampliamento della scala di riacquisto di obbligazioni a lunga scadenza, superando il limite di 4 miliardi di dollari; Morgan Stanley prevede un aumento dell'emissione di Buoni del Tesoro a breve termine e di obbligazioni a breve scadenza; Citi ha identificato la riduzione dell'asta dei Treasury a 20 anni come un rischio di coda e ha posticipato le aspettative per grandi aste fino al 2028.
Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, sta adottando una strategia più proattiva nella gestione del debito nazionale, un cambiamento che sta sovvertendo la prevedibilità di lunga data del mercato obbligazionario americano e costringendo Wall Street a simulare in tempi rapidi potenziali importanti aggiustamenti nella strategia di finanziamento del governo nei prossimi mesi.
Secondo quanto riportato da Bloomberg il 26 agosto, dopo l’annuncio di un programma di riacquisto di obbligazioni definito da Bessent come "Treasury twist", l’attenzione del mercato si è rapidamente spostata sul piano trimestrale di emissione di titoli del Tesoro previsto per il 4 novembre. Gli strategist delle grandi banche d’investimento di Wall Street, come Bank of America e Deutsche Bank, avvertono che per il mercato dei Treasury americani, che ammonta a ben 31 trilioni di dollari, questa prossima comunicazione rappresenta una variabile senza precedenti.
Attualmente, le principali istituzioni di Wall Street si attendono che il Tesoro possa segnalare a novembre che i futuri aumenti di finanziamento saranno realizzati tramite buoni del Tesoro a breve termine e titoli a scadenza più breve, ampliando al contempo la scala delle operazioni di riacquisto per alleviare la pressione sui rendimenti a lungo termine. Alcune banche d’investimento sottolineano persino che cresce la probabilità dell’opzione radicale di una riduzione diretta delle emissioni di titoli a lungo termine.
Con i rendimenti dei Treasury a lungo termine ai massimi pluriennali, l’abbandono da parte del Tesoro della consuetudine di operare in modo “regolare e prevedibile” sta iniettando nuova volatilità nel mercato. Gli investitori si trovano di fronte a una nuova era della gestione del debito pubblico negli Stati Uniti e stanno quindi rivalutando l’esposizione al rischio dei propri portafogli.
Il piano di emissione di novembre diventa una "incognita" per il mercato
Le recenti mosse di Bessent hanno infranto la tranquillità che regnava da anni nella sfera politica americana. Meghan Swiber, amministratrice delegata della strategia sui tassi USA di Bank of America Corp, afferma che il mercato obbligazionario sta entrando in "un nuovo mondo" per quanto riguarda la gestione del debito pubblico statunitense.
Sebbene Bessent abbia per ora escluso l’ipotesi di cambiamenti ai programmi d’asta standard, dichiarando che almeno fino al prossimo annuncio sul piano di emissione il Tesoro manterrà la tempistica attuale, le aspettative del mercato sono già cambiate.
Ian Lyngen, responsabile della strategia sui tassi per gli Stati Uniti presso BMO Capital Markets, sottolinea che le azioni di Bessent rendono di fatto la dichiarazione di emissione di novembre una grande incognita. Sottolinea che non si può più escludere la possibilità di una riduzione delle dimensioni delle aste di obbligazioni.
Inoltre, il Tesoro nell’ultima guida sulle emissioni ha apportato una sottile modifica di linguaggio, affermando che i funzionari stanno valutando potenziali “cambiamenti” nelle emissioni future di titoli a cedola e titoli a tasso variabile, invece di “aumenti” come indicato nelle precedenti linee guida. Gli analisti ritengono che questo offra al Tesoro più margine per ridurre le emissioni di titoli a lunga scadenza.
Ampliamento del riacquisto e strategie di accorciamento della duration
Secondo quanto riferito, come primo passo dell’aggiustamento, il Tesoro potrebbe intervenire sulle operazioni di riacquisto. Il team di strategia guidato da Steven Zeng di Deutsche Bank AG ritiene che il Tesoro possa aumentare la dimensione delle operazioni sulla parte lunga oltre il limite minimo iniziale suggerito di 4 miliardi di dollari.
I funzionari potrebbero persino mantenere riservata la dimensione delle operazioni fino al giorno precedente, riducendo così la prevedibilità del piano di riacquisto e rendendo molto più difficile per gli investitori la vendita allo scoperto dei Treasury a lunga scadenza.
Tuttavia, l’ampliamento del programma di riacquisto da solo difficilmente riuscirà a trasformare in modo sostanziale la struttura delle scadenze del debito governativo. A differenza della Federal Reserve, il Tesoro non può creare denaro dal nulla per finanziare i suoi acquisti. Questo significa che le operazioni di riacquisto devono essere finanziate tramite ulteriori emissioni (probabilmente tramite buoni del Tesoro a breve termine) o facendo ricorso alla liquidità del conto del Tesoro.
Morgan Stanley sottolinea che il conto del Tesoro potrebbe fornire tra 80 e 200 miliardi di dollari per supportare i riacquisti.
Martin Tobias, strategist sui tassi presso Morgan Stanley, ritiene che l’ampliamento del riacquisto possa essere solo una fase transitoria fino alla pubblicazione del piano di emissione di novembre. Secondo lui, il vero fattore scatenante della volatilità sarà la modalità con cui il Tesoro accorcerà la duration media ponderata.
Tobias prevede che il Tesoro aumenterà gradualmente le emissioni di titoli a scadenza più breve, mantenendo stabili quelle più lunghe, ma nota che nell’ultima settimana la probabilità di una riduzione diretta delle aste di titoli a lunga scadenza è aumentata.
Rischi di coda e controversie nel taglio delle emissioni a lungo termine
Alcuni strategist stanno valutando riforme ancora più radicali.
Citigroup ha rimandato la sua previsione di aste di maggiori dimensioni al 2028 e ha aumentato il rischio di "coda" che il Tesoro possa alla fine eliminare i titoli a 20 anni. Questa scadenza era stata reintrodotta nel 2020 dal primo Segretario al Tesoro dell’amministrazione Trump, Steven Mnuchin.
Nonostante la durata più breve, i rendimenti dei titoli a 20 anni sono attualmente simili a quelli dei titoli a 30 anni, il che risulta anomalo in un contesto di curva dei rendimenti statunitense inclinata verso l’alto.
Jason Williams, responsabile della strategia tassi USA di Citi, afferma che considerando la peggiore performance commerciale dei titoli a 20 anni rispetto a quelli a 10 e 30 anni, il Tesoro probabilmente ridurrà le dimensioni delle aste su questa scadenza, che potrebbe quindi essere la principale beneficiaria delle future azioni.
Tuttavia, secondo quanto riportato, tagliare direttamente le emissioni a lungo termine comporta sfide concrete. Il Tesoro aveva già interrotto la vendita di titoli a 30 anni nel 2001, ma allora la situazione era diversa, perché l’avanzo di bilancio riduceva le esigenze di finanziamento del governo. Nell’attuale periodo di emissioni elevate, qualsiasi cancellazione di una determinata scadenza costringerebbe le altre a assorbire la quantità di debito risparmiata.
Kevin Flanagan, responsabile della strategia di investimento di WisdomTree, ammonisce che ridurre le emissioni sulla parte lunga e compensare altrove sembra matematicamente difficile. Sottolinea che se il Tesoro percorrerà questa strada, il mercato lo percepirà come una manipolazione, il che potrebbe alla fine avere l’effetto opposto a quello desiderato.
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