Media stranieri: le conseguenze delle sopravvalutazioni nel settore crypto emergono dopo i round di finanziamento ad alte valutazioni
Secondo i media esteri, il settore delle criptovalute sta attraversando una fase di pulizia più evidente. CoinDesk, citando il CEO di Global Settlement Network, Ryan Kirkley, afferma che il boom di finanziamenti tra il 2020 e il 2021 ha portato diversi progetti a valutazioni eccessivamente alte, ma questi non hanno costruito entrate stabili e i problemi emergeranno concentrati nel 2026.
Oltre cento progetti già usciti nel 2026
CoinDesk, citando i dati di RootData, segnala che nel 2026 oltre 100 progetti crypto hanno chiuso, dichiarato fallimento o sostanzialmente cessato le attività. Le cause principali sono il calo dei prezzi degli altcoin, la contrazione delle riserve di token e la diminuzione evidente dei finanziamenti di venture capital.
I dati di Galaxy Research mostrano che nel primo trimestre del 2026, nel settore crypto e blockchain sono stati completati 355 finanziamenti per un totale di circa 4 miliardi di dollari. Rispetto al quarto trimestre del 2025, il totale dei fondi raccolti si è praticamente dimezzato, ma il numero delle operazioni è diminuito solo di circa il 16%, segnalando che la riduzione principale riguarda i grandi round di finanziamento.
Le valutazioni elevate amplificano la pressione operativa
Kirkley ritiene che molti progetti abbiano completato round di finanziamento consistenti pur avendo entrate limitate e percorsi di profitto incerti, e in seguito si siano dovuti affidare a valutazioni sempre più alte per continuare a raccogliere capitali, aumentando così la pressione operativa. Quando il mercato si indebolisce, i problemi precedentemente rinviati emergono rapidamente.
Ha inoltre osservato che la cultura del finanziamento nel settore crypto ha aggravato ulteriormente il problema. A differenza dei mercati tradizionali, dopo l’annuncio di un grosso round di raccolta fondi, spesso il prezzo dei token e l’attenzione dei piccoli investitori aumentano, spingendo alcuni team a privilegiare la narrazione sul fundraising piuttosto che i fondamentali operativi.
La governance tramite token mette in luce problemi di efficienza
L’articolo segnala anche che gli importi annunciati nei finanziamenti non sempre corrispondono alle somme effettivamente ricevute. Kirkley afferma che anche Global Settlement Network ha riscontrato casi in cui alcuni investitori non hanno completato i versamenti pur avendo firmato impegni.
A suo avviso, anche la governance decentralizzata sta affrontando una verifica reale. I detentori di token non necessariamente partecipano costantemente alla governance e, quando il protocollo è sotto pressione dal punto di vista operativo, il meccanismo di voto può rallentare la capacità di reagire rapidamente, rendendo più difficile il cambio di rotta tempestivo.
Oltre all’attuale fase di pulizia settoriale, Kirkley ha menzionato che l’andamento a breve termine del Bitcoin potrebbe influenzare il ritmo di questo processo. Ha affermato che il mercato ora si trova più vicino a una “bear market moderata” e identifica i 61.200 dollari come livello chiave di supporto. Se questa soglia dovesse cedere, i capitali a leva potrebbero subire pressioni di vendita ancor maggiori.

Tuttavia, l’articolo sottolinea anche che l’adozione della tecnologia blockchain non si è mai fermata. Kirkley ha dichiarato che nell’ultimo mese ha incontrato sette rappresentanti di governi interessati alla tecnologia blockchain. Tuttavia, dal punto di vista di istituzioni e governi, l’attenzione è rivolta soprattutto alla riduzione dei costi e alla trasformazione dell’infrastruttura finanziaria, senza necessariamente abbracciare i percorsi decentralizzati ipotizzati negli stadi iniziali dal settore crypto.

Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche




