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Web3: I media stranieri riportano che la competizione per i profitti delle stablecoin negli Stati Uniti sta nuovamente influenzando la legislazione

Web3: I media stranieri riportano che la competizione per i profitti delle stablecoin negli Stati Uniti sta nuovamente influenzando la legislazione

币界网币界网2026/08/16 13:14
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Il dibattito sui rendimenti delle stablecoin negli Stati Uniti non si è concluso con l’entrata in vigore della legge GENIUS. Secondo media internazionali, i gruppi di pressione bancari hanno recentemente spinto nuovamente il Congresso a rafforzare le formulazioni, opponendosi affinché le piattaforme crypto offrano ai detentori di stablecoin un rendimento vicino agli interessi dei depositi bancari. Questa divergenza ha già influito sull’iter del Clarity Act al Senato.

Il dibattito si concentra sulla deviazione dei depositi per i rendimenti

La posizione centrale del settore bancario è che, se le piattaforme di stablecoin potessero pagare rendimenti più elevati agli utenti, una parte dei fondi potrebbe spostarsi dai depositi a basso interesse verso le stablecoin, indebolendo così la capacità delle banche di raccogliere depositi e concedere prestiti. Il CEO di JPMorgan Jamie Dimon ha anche dichiarato pubblicamente che i requisiti normativi per le banche e il settore delle stablecoin non sono equivalenti.

L’articolo evidenzia che il settore bancario vuole che il Congresso definisca restrizioni ancora più chiare, vietando non solo ai soggetti emittenti di stablecoin di pagare direttamente rendimenti ai detentori, ma anche chiudendo la porta a qualsiasi ritorno fornito indirettamente tramite piattaforme di trading, accordi di distribuzione delle commissioni o altre modalità.

GENIUS è già in vigore, Clarity ancora in bilico

La legge GENIUS, approvata lo scorso anno, ha già istituito regole federali per l’emissione di stablecoin negli Stati Uniti. Secondo la normativa attuale, gli emittenti di stablecoin non possono offrire rendimenti direttamente ai detentori, ma il testo non è totalmente esplicito su eventuali meccanismi di incentivo implementati da piattaforme rivolte agli utenti, quali gli exchange.

Per questo motivo, il settore bancario cerca di utilizzare il Clarity Act per restringere ulteriormente il linguaggio. L’articolo spiega che, sebbene in passato entrambe le parti politiche avessero lavorato a una versione di compromesso, il tema dei rendimenti sulle stablecoin è tornato al centro dell’attenzione in questo mese a causa della pressione bancaria, diventando uno degli ostacoli principali alla legge. Se il disegno di legge non otterrà il sostegno necessario al Senato entro metà settembre, rimarranno vigenti le norme attuali definite dalla cornice GENIUS.

I bassi interessi bancari diventano il punto di attacco

Il settore crypto ribatte che le affermazioni delle banche su una “fuga massiccia dei depositi” mancano di fondamento. I dati portati nell’articolo includono: il tasso di interesse su un normale conto di risparmio di JPMorgan è solo circa dello 0,01%, mentre vent’anni fa prodotti simili superavano il 4%. Con un’inflazione negli Stati Uniti intorno al 3,4%, persino i depositi a termine che rendono circa il 3,25% vedono comunque il proprio potere d’acquisto eroso.

  • Tasso di interesse sui conti di risparmio JPMorgan: circa 0,01%
  • Alcuni programmi di ricompensa in stablecoin offrono rendimenti fra il 3,5% e il 3,75%
  • Nel primo trimestre 2026, gli utili del settore bancario statunitense hanno raggiunto gli 80,5 miliardi di dollari

Al contrario, alcune piattaforme statunitensi offrono ritorni su specifici programmi di stablecoin superiori al 3,5% o anche al 3,75%. Secondo il settore crypto, ciò dimostra che la pressione sulle banche non deriva da una reale incapacità di competere, ma dal mantenimento deliberato di un modello a basso interesse sui depositi, mantenendo comunque livelli di profittabilità molto elevati.

Entro metà settembre potrebbe esserci chiarezza

L’articolo ritiene che la prossima fase di deliberazioni al Senato determinerà la direzione a breve termine della disputa. Da un lato, il settore bancario punta a limitare con una normativa ancora più stringente i premi collegati alle stablecoin; dall’altro, se il Clarity Act dovesse essere bloccato, il settore crypto potrebbe continuare a cercare nuovi spazi per i propri prodotti all’interno dell’attuale cornice GENIUS.

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L’esito del dibattito non determinerà solo se le piattaforme di stablecoin potranno rendere la “ricompensa per il semplice possesso” un prodotto mainstream, ma influenzerà anche il modo in cui gli Stati Uniti definiranno il confine tra stablecoin e i depositi bancari tradizionali.

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