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L'oro ripeterà il super mercato rialzista del 1978?

L'oro ripeterà il super mercato rialzista del 1978?

汇通财经汇通财经2026/07/24 10:20
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Per:汇通财经

Huitong Network, 24 luglio—— Venerdì (24 luglio), la quotazione internazionale dell’oro spot si mantiene intorno a 4055 dollari/oncia, con un piccolo rialzo giornaliero dello 0,14%. Considerando la logica complessiva del mercato a medio-lungo termine, le istituzioni mantengono un atteggiamento ottimista e rialzista riguardo alle prospettive dell’oro; le correzioni di prezzo a breve termine sono soltanto fasi di accumulazione di forza all’interno di un ciclo rialzista, e non un segnale di fine mercato toro. Gli analisti del settore forniscono chiare previsioni di prezzo a medio-lungo termine: il prezzo internazionale dell’oro ha buone probabilità di salire fino all’area dei 5000 dollari/oncia entro fine 2026, con ulteriore slancio nel 2027, dove si stima possa raggiungere anche i 5600 dollari/oncia.



Venerdì (24 luglio), la quotazione internazionale dell’oro spot si mantiene intorno a 4055 dollari/oncia, con un leggero aumento giornaliero dello 0,14%. Considerando la logica complessiva del mercato a medio-lungo termine, le istituzioni mantengono un atteggiamento ottimista e rialzista riguardo alle prospettive dell’oro; le correzioni di prezzo a breve termine sono normali movimenti di accumulo all’interno del ciclo rialzista, non segnali di conclusione del mercato toro. Gli analisti del settore forniscono chiare previsioni di prezzo a medio-lungo termine: il prezzo internazionale dell’oro ha buone probabilità di raggiungere l’area dei 5000 dollari/oncia entro la fine del 2026, con ulteriori sviluppi che potrebbero spingerlo fino a 5600 dollari/oncia entro fine 2027.

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Confrontando i cicli storici, il ritmo attuale del mercato dell’oro è altamente simile a quello del 1978. All’epoca, l’oro visse una lunga fase di consolidamento laterale, durante la quale vennero assorbite le mani deboli, creando le basi per una delle bull run più rapide e potenti della storia finanziaria moderna. I principali driver di quella fase furono l’inflazione fuori controllo, la crescita della tensione geopolitica globale e il rally esteso delle commodities; oggi, il mercato sta replicando quel set di condizioni favorevoli, aumentando l’attrattiva e il rapporto rischio/rendimento dell’oro, attirando capitali di medio-lungo termine che continuano a pianificare ingressi di portafoglio.

Punto di riferimento ciclico: il 1978 come fase preparatoria per il boom rialzista dell’oro


Il mercato paragona il ciclo dell’oro previsto per il 2026 all’anno 1978, sostenuto dalla forte similitudine strutturale tra i due cicli bull: sia oggi che nel 1978 vi sono stati ritracciamenti intermedi nella seconda metà di un ciclo toro di lungo periodo; dopo brevi fasi laterali, è seguita la fase di accelerazione massima del ciclo, con rialzi estremi e ampi margini di apprezzamento delle quotazioni.

Il mercato toro dell’oro tra il 1978 e il 1980 è uno degli esempi più rappresentativi nella storia delle commodities globali. In quegli anni, l’economia mondiale era impantanata nella stagflazione, con crescita in stallo e prezzi in continuo aumento; la rivoluzione iraniana innescò rischi geopolitici, e la seconda crisi petrolifera scoppiò su vasta scala, rendendo l’oro un potente asset rifugio. In soli 18 mesi, il prezzo dell’oro schizzò dai circa 200 dollari/oncia del 1978 agli 850 dollari/oncia del gennaio 1980, con un incremento di oltre il 320%, segnando il più grande rally di breve termine nell’oro degli ultimi decenni e diventando una delle bull run più luminose della storia finanziaria moderna delle materie prime.

Cinque principali driver della bull run dell’oro nel 1979


Il 1979 fu il punto di svolta per l’esplosione del mercato dell’oro, con molteplici fattori fondamentali favorevoli che si sommarono, spingendo un super ciclo rialzista sulle commodities globali quali petrolio, metalli preziosi, metalli industriali e prodotti agricoli. Grazie alle sue caratteristiche di bene rifugio e difesa dall’inflazione, l’oro fu il principale protagonista della bull run. I principali driver furono:

1. La seconda crisi petrolifera innescò un’ondata globale d’inflazione. Dopo la rivoluzione iraniana, la produzione e l’export di petrolio dall’Iran si fermarono bruscamente, riducendo l’offerta mondiale e quasi raddoppiando i prezzi. Poiché il petrolio è il principale costo industriale globale, il balzo dei prezzi portò rapidamente inflazione in tutte le filiere, rompendo l’equilibrio dei prezzi al consumo del periodo e fornendo solide basi per la corsa all’oro come protezione dall’inflazione.

2. L’inflazione globale fuori controllo. A causa dello shock petrolifero e della sovraemissione monetaria, Stati Uniti e gran parte delle economie avanzate registrarono tassi d’inflazione a doppia cifra, con l’inflazione galoppante che erodeva velocemente il valore delle attività patrimoniali. Il potere d’acquisto delle valute legali crollò, mentre asset come contanti, risparmi e obbligazioni persero valore, spingendo una domanda crescente di oro come asset di protezione.

3. Prolungata debolezza del dollaro che costrinse i capitali a diversificare rifugiandosi in safe asset. Stagnazione economica, inflazione out of control e deficit commerciale portarono a una persistente debolezza del dollaro, minando la fiducia nel sistema monetario mondiale. Gli investitori abbandonarono progressivamente il dollaro per accaparrarsi oro, argento e altri hard asset privi di rischio sovrano, facendo salire ulteriormente il valore dell’oro.

4. Esplosione contemporanea del rischio geopolitico che favorì la domanda di acquisto rifugio. Una sequenza di crisi, tra cui la rivoluzione iraniana, la crisi degli ostaggi a Teheran e la guerra afgana, aggravò l’instabilità politica. L’incertezza crebbe, i mercati azionari diventarono più instabili e poco profittevoli, e la fiducia nei safe asset come l’oro toccò i massimi, con massicci afflussi di capitali.

5. Effetto domino da bull market generalizzato nelle commodities. Non fu solo l’oro a salire, ma tutte le materie prime: petrolio, metalli industriali, prodotti agricoli. Si sviluppò un fortissimo effetto di traino settoriale, la propensione all’acquisto di commodities si diffuse in tutto il mercato, e l’oro beneficiò di ulteriore slancio verso nuovi massimi.

Situazione attuale: consolidamento nel breve termine, scenario fondamentale conferma la logica di bull market


Analizzando i dati attuali, nel breve termine l’oro mostra un andamento laterale con forti battaglie tra rialzisti e ribassisti. Il range intraday dell’oro spot si attesta tra 3390 e 3405 dollari/oncia, senza trend marcati, in quella che è una tipica fase di accumulo ai massimi, in perfetto allineamento con le oscillazioni e prese di profitto viste nel 1978 prima della bull run. Le recenti oscillazioni derivano soprattutto dalla temporanea diminuzione del rischio percepito a livello geopolitico, con conseguente lieve ritracciamento del prezzo dell’oro; tuttavia, la struttura favorevole di medio-lungo termine resta intatta.

Tra gli eventi di mercato imminenti, i dati sull’inflazione USA di luglio e i discorsi dei funzionari della Federal Reserve saranno decisivi per le oscillazioni di breve periodo dell’oro, con il mercato che attende segnali chiari da questi indicatori. Al momento, il tasso d’interesse di riferimento della Federal Reserve si mantiene stabile al 4,5%, senza imminenti segnali di grandi rialzi o tagli, e con una politica monetaria complessivamente accomodante che favorisce il trend rialzista dell’oro. Nel contempo, le scorte all’ingrosso USA di giugno sono cresciute meno delle attese, mentre la produttività è fortemente rimbalzata nel secondo trimestre; l’economia statunitense mostra debole recupero con sintomi iniziali di stagflazione, in linea con lo scenario macro degli anni ’70.

Analogia ciclica: logica di trading simile, ma con differenze strutturali


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(Grafico giornaliero oro spot Fonte: Yihuitong)

La super bull run dell’oro tra il 1978 e il 1980 rappresenta il principale riferimento storico per le attese rialziste degli istituzionali in questa fase; la maggior parte degli analisti sottolinea che le attuali correzioni dell’oro sono fisiologiche consolidamenti all’interno del bull market di lungo periodo, funzionali a eliminare i capitali speculativi a breve e a gettare le basi per futuri rialzi, e non un segnale di fine ciclo.


L’attuale contesto macro mostra molte somiglianze con quello di fine anni ’70: aumentano costantemente le incertezze geopolitiche, cresce il debito sovrano, il deficit fiscale si allarga, le banche centrali continuano a incrementare le riserve auree e la fiducia nelle valute si affievolisce. Rischio stagflazione, indebolimento della fiducia nella moneta e intensificazione delle domande di beni rifugio sono i tre pilastri che oggi, come nel 1978, sostengono il mercato.

Occorre tuttavia un’analisi razionale e comparativa: non bisogna replicare ciecamente le dinamiche storiche. Il sistema monetario globale, il grado di globalizzazione economica, le regole di mercato e l’efficienza dei movimenti di capitale sono profondamente cambiati rispetto agli anni ’70; l’attuale inflazione è sotto controllo e decisamente meno volatile, con politiche monetarie più mature e flessibili. Di conseguenza, la portata, la velocità e la durata del bull market dell’oro saranno differenti rispetto al passato: gli investitori dovrebbero affidarsi ai dati d’attualità e agli eventi macro per pianificare strategie di medio-lungo periodo in modo razionale.

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