Le tensioni in Medio Oriente spingono i capitali rifugio a tornare, l’oro risale sopra i 4100 dollari proseguendo la fase rialzista volatile
Analisti sottolineano che questo rialzo dell’oro riflette soprattutto il ritorno degli acquisti dopo un aggiustamento dei prezzi, e non è guidato da notizie di particolare rilevanza. Eva Manthei, strategist delle materie prime presso ING, afferma che l’attuale salita dell’oro “sembra più un acquisto sui cali che una reazione diretta a nuove notizie di mercato”. Questo significa che gli investitori continuano a riconoscere il valore dell’oro nel lungo termine, mentre la logica di trading a breve termine dipende principalmente dalle variazioni del sentiment di rischio.
Allo stesso tempo, l’effetto che potrebbe avere l’aumento dei prezzi dell’energia sull’inflazione rappresenta un altro fattore centrale per il mercato dell’oro. Se il prezzo del petrolio continuerà a salire a causa dei rischi legati all’offerta, le pressioni inflazionistiche a livello globale potrebbero riacutizzarsi, influenzando così anche le future decisioni delle principali banche centrali. Per quanto riguarda la Federal Reserve, il mercato valuta il rapporto tra rischio inflattivo e andamento economico. Recentemente, i dati sull’inflazione statunitense hanno mostrato un allentamento delle pressioni, riducendo la probabilità di un rialzo dei tassi nella riunione di luglio della Federal Reserve. Tuttavia, i trader rimangono dell’idea che almeno un aggiustamento dei tassi prima della fine dell’anno sia ancora possibile.
Al momento il mercato attende ulteriori segnali riguardo all’evoluzione in Medio Oriente, alle variazioni dei prezzi energetici e alle comunicazioni dei membri della Federal Reserve. Nel breve termine, l’oro resta influenzato sia dalla domanda di rifugio sia dalle aspettative di politica monetaria.
Su base 4 ore, il prezzo dell’oro ha completato una correzione tecnica nei pressi dei 4000 dollari per poi rimbalzare, formando una struttura di risalita oscillante nel breve termine. Le medie mobili puntano nuovamente verso l’alto, segnalando il ritorno della domanda. L’RSI risale dai livelli bassi, mostrando un miglioramento del momentum, ma senza entrare ancora in zona di ipercomprato. In caso di superamento della resistenza 4150 dollari, si aprirebbe ulteriore spazio di crescita; qualora invece si scendesse sotto i 4040 dollari, si tornerebbe a testare il supporto dei 4000 dollari. Attualmente il quadro a 4 ore evidenzia un certo vantaggio dei compratori, tuttavia l’andamento resta strettamente dipendente dalle notizie sui rischi geopolitici.
Sintesi del redattore
Il recente rimbalzo dell’oro è stato guidato principalmente dalla domanda di beni rifugio, poiché l’incertezza sulle relazioni tra Stati Uniti e Iran ha riportato l’attenzione sui rischi per l’approvvigionamento energetico globale e la volatilità dei mercati finanziari. Tuttavia, la possibilità di ulteriori aumenti per l’oro dipenderà dalle aspettative sulla Federal Reserve e dall’andamento del dollaro. Nel medio-lungo termine, l’oro trarrà ancora vantaggio dall’aumento dell’incertezza globale e dal bisogno degli investitori di protezione. Se, tuttavia, il rischio energetico dovesse rientrare e i dati sull’economia statunitense confermassero la loro solidità, assieme a una Federal Reserve orientata verso tassi alti su base prolungata, l’oro potrebbe subire alcune pressioni al ribasso. Il mercato si trova ora in una fase in cui premio per il rischio e aspettative sui tassi d’interesse si influenzano a vicenda: sarà fondamentale osservare se il prezzo supererà l’area di 4150 dollari, e se il supporto chiave a 4000 dollari riuscirà a reggere.
Responsabile della redazione: Guo Jian
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