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Dove sono finiti i leverage in Corea del Sud: i quattro principali indicatori di osservazione

Dove sono finiti i leverage in Corea del Sud: i quattro principali indicatori di osservazione

格隆汇格隆汇2026/07/21 02:55
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格隆汇 21 luglio — Il team di strategia di 兴证证券 guidato da Zhang Qi Yao afferma che, per quanto riguarda il deleveraging dei capitali a leva nei mercati azionari della Corea del Sud in questa fase, l’osservazione avviene su quattro dimensioni: 1. Saldo del finanziamento: confrontando la diminuzione massima del saldo del finanziamento nei precedenti processi di deleveraging, l’attuale processo di smaltimento non è ancora nemmeno a metà. Al 16 luglio, il saldo del finanziamento del mercato azionario coreano era di 33,36 trilioni di won, rappresentando lo 0,57% della capitalizzazione di mercato. L’attuale saldo del finanziamento è sceso del 13,6% dal picco, con una velocità di deleveraging superiore a quella dei bear market del 2018 e del 2022, ma inferiore a quella della crisi dei subprime del 2008. Se si confronta con le diminuzioni massime (30%-70%) dei precedenti periodi di deleveraging, la fase attuale non è ancora completata per metà. 2. Saldo delle garanzie dei broker retail: sceso ai livelli più bassi da inizio febbraio. Alla data del 16 luglio, il saldo delle garanzie dei broker retail coreani è diminuito di 28,7 trilioni di won, raggiungendo quota 108,1 trilioni di won, il livello più basso da inizio febbraio e indice di una significativa riduzione della capacità di assorbimento dei retail. 3. Dimensione delle liquidazioni forzate: recenti diminuzioni evidenti rispetto ai massimi precedenti. Dal 13 al 16 luglio, la dimensione delle liquidazioni forzate in Corea del Sud era intorno ai 10-40 miliardi di won, la quota rispetto alla margine non versato è scesa sotto il 4%, un chiaro calo rispetto al precedente picco di 140 miliardi di won/10%. 4. Dimensione degli ETF a leva: calo significativo, ma quasi totalmente attribuibile al calo del valore patrimoniale, mentre la quota della maggior parte degli ETF è invece aumentata controcorrente. Al 16 luglio, gli AUM dei dieci principali ETF a leva correlati al mercato coreano sono scesi da 43 miliardi a 25 miliardi di dollari, con l’esposizione a leva sul mercato coreano che è scesa dal 2,1% all’1,6%. Secondo le stime, il flusso di riequilibrio dei market maker provocato da ogni oscillazione del 5% dei prezzi, in proporzione al volume medio giornaliero degli scambi nell’ultimo mese, è sceso dal 17% all’11%. Ma è importante notare che, questa volta, il calo della dimensione degli ETF a leva è stato quasi interamente determinato dal valore patrimoniale netto, mentre la quota della maggior parte degli ETF a leva è aumentata contro il trend di mercato: questi dieci ETF hanno infatti registrato un afflusso netto di quasi 6 miliardi di dollari durante la fase correttiva del mercato coreano. Tra le quattro dimensioni, tenendo conto della quota sulla capitalizzazione di mercato, sull’incidenza dei volumi e sul contributo ai flussi netti, gli ETF a leva rappresentano l’indicatore più centrale; la variazione degli AUM risulta infatti fortemente correlata con la volatilità dell’azionario coreano. Un ritorno degli ETF a leva ai livelli di inizio aprile, o il passaggio della raccolta netta in negativo con deflussi prolungati, può essere interpretato come uno smaltimento della pressione di leva. In sintesi, alcuni segnali positivi attualmente riscontrabili sui flussi di capitale includono: 1) la dimensione dei primi dieci ETF a leva si è ridotta di quasi il 40% rispetto ai massimi, riducendo quindi l’impatto delle coperture Gamma hedge dei market maker dovute alla volatilità, soprattutto per SK Hynix; 2) nei primi tre giorni di questa settimana, gli ETF a leva su Samsung Electronics destinati al mercato domestico hanno subito rimborsi continui da parte dei retail; 3) si registrano segnali di stabilizzazione sul saldo delle garanzie dei retail coreani; 4) i capitali esteri sono passati da continui deflussi a flussi in ingresso temporanei e, secondo i dati PB di Goldman Sachs, anche gli hedge fund sono recentemente tornati a investire. L’esperienza storica mostra che i ritorni degli investitori stranieri spesso coincidono con un punto di svolta rialzista del mercato.
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