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I costi dei centri dati AI diventano ancora più imprevedibili! La regolamentazione si inasprisce, Oracle potrebbe dover fornire una garanzia superiore ai 7 miliardi di dollari

I costi dei centri dati AI diventano ancora più imprevedibili! La regolamentazione si inasprisce, Oracle potrebbe dover fornire una garanzia superiore ai 7 miliardi di dollari

华尔街见闻华尔街见闻2026/07/21 02:41
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Per:华尔街见闻

Il progetto del centro dati da 15 miliardi di dollari di Oracle in Wisconsin affronta una doppia sfida: le autorità di regolamentazione statali hanno rifiutato l’esenzione dall’obbligo di garanzia creditizia da 7 miliardi di dollari, comportando costi aggiuntivi annui superiori a 100 milioni di dollari; contemporaneamente, S&P ha declassato il suo rating a BBB-, a un passo dal livello “junk”. Questo progetto, fondamentale per l’esecuzione del contratto di calcolo OpenAI da 300 miliardi di dollari, sta portando alla luce i costi nascosti dell’espansione dell’IA.

Il declassamento del rating creditizio, sommato all’inasprimento della regolamentazione statunitense, comporta un aumento continuo dei costi di costruzione dell’infrastruttura AI per Oracle.

Oracle sta affrontando un ostacolo finanziario significativo nel suo grande progetto di data center nel Wisconsin, Stati Uniti. L’agenzia di regolamentazione dell’energia dello Stato ha mantenuto il requisito di garanzia creditizia per l’azienda di servizi pubblici locale, il che potrebbe costringere Oracle a fornire una cauzione superiore a 7 miliardi di dollari—questa decisione aggrava ulteriormente le pressioni finanziarie del gigante tecnologico nella costruzione delle infrastrutture AI.

La Public Service Commission of Wisconsin ha informato il Financial Times lunedì 20 luglio di aver "deciso di non agire sulla relativa richiesta", mantenendo il requisito di garanzia creditizia per la compagnia di servizi pubblici We Energies. Questo regolamento obbliga Oracle a fornire una garanzia di circa 7 miliardi di dollari in contanti o lettera di credito, con un costo aggiuntivo annuale che supera i 100 milioni di dollari. Oracle ha dichiarato di sperare che la commissione rivaluti la propria posizione dopo aver considerato pienamente le opportunità di lavoro e crescita economica generate da questo progetto da 15 miliardi di dollari, sottolineando di essere ancora "impegnata a fornire le necessarie garanzie finanziarie, assicurando che gli utenti di energia del Wisconsin non si trovino a sostenere alcun rischio".

Questo data center costituisce un progetto chiave per Oracle nel rispetto del contratto di calcolo da 300 miliardi di dollari firmato con OpenAI, con un investimento complessivo di 15 miliardi di dollari.

La decisione rappresenta una prima battuta d’arresto per Oracle. Intanto, Standard & Poor’s ha già declassato il rating creditizio di Oracle questo mese portandolo a BBB-, appena sopra la categoria spazzatura, a causa di una prospettiva di profitto incerta legata agli investimenti massicci nell’AI. Il peggioramento del rating potrebbe inoltre influenzare i debiti di costruzione per decine di miliardi di dollari sottoscritti dalle banche di Wall Street per lo sviluppo dei data center di Oracle, aumentando ulteriormente il rischio di finanziamento complessivo.

Oracle cerca soluzioni legali

Di fronte agli ostacoli regolatori, il mese scorso Oracle si è rivolta a un tribunale della contea per chiedere l’annullamento della norma e l’esenzione da parte di We Energies. Nel ricorso, Oracle sottolinea che tale regolamento rischia di "imporre costi di finanziamento gravosi, potenzialmente ostacolando futuri investimenti nello Stato del Wisconsin".

Il rifiuto dell’agenzia regolatoria implica che la battaglia legale di Oracle continuerà. Analisti osservano che il caso riflette la crescente attenzione delle autorità di regolamentazione degli Stati sull’eventualità che i progetti di infrastrutture AI su larga scala possano trasformarsi in "asset bloccati", soprattutto quando questi progetti non dimostrano un solido sostegno finanziario.

L’impatto del deterioramento creditizio sulla catena dei finanziamenti

Il recente declassamento del rating Oracle da parte di Standard & Poor’s lo porta a BBB-, a un passo dal livello speculativo. L’agenzia di rating ha motivato il taglio del rating con l’incertezza crescente nel percorso di redditività causata dagli investimenti massicci di Oracle nel campo dell’AI.

L’impatto del calo del rating creditizio va oltre. Secondo quanto precedentemente riportato dal Financial Times, le banche di Wall Street che hanno fornito finanziamenti per decine di miliardi di dollari alla costruzione dei data center di Oracle stanno esplorando nuove modalità per trasferire il rischio connesso ai prestiti massicci per i data center. Un ulteriore declassamento renderà inevitabilmente più ardui e onerosi gli accordi di finanziamento collegati.

Un trend regolatorio più severo negli Stati Uniti

Il caso del Wisconsin non è un’eccezione, ma uno specchio di un trend regolatorio più ampio a livello nazionale. Poiché crescono le preoccupazioni per il fatto che gli utenti di energia possano finire per sostenere i costi delle infrastrutture elettriche a supporto dei data center, già 24 stati hanno approvato le cosiddette "clausole tariffarie per grandi utenti", fissando condizioni di prezzo e requisiti di accesso per i data center e altri grandi utenti industriali.

Tali clausole generalmente richiedono ai data center un impegno su un periodo minimo contrattuale, il pagamento di penali di uscita e la fornitura di garanzie collaterali. Le grandi aziende tecnologiche e manifatturiere si oppongono, sostenendo che le clausole siano discriminatorie e impongano costi troppo elevati.

Le difficoltà incontrate da Oracle nel Wisconsin anticipano che, dietro l’espansione su larga scala dei data center AI, il confronto con le autorità di regolamentazione locali sarà una variabile da non sottovalutare nella corsa alla capacità di calcolo.

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