Goldman Sachs: la fase di de-leveraging per le azioni tecnologiche si avvicina alla fine, manca un catalizzatore a breve termine per un'inversione
BlockBeats News, 19 luglio: Mark Wilson, Partner di Goldman Sachs e Responsabile EMEA del settore Hedge Fund, ha dichiarato che l'attuale fase di vendite dovute alla strategia momentum è durata per 17 sedute consecutive. Il fattore momentum delle azioni statunitensi ha registrato una correzione del 28% dal suo massimo, mentre il fattore momentum dei settori tecnologia, media e telecomunicazioni è sceso del 40%, segnando la flessione più rapida e profonda mai registrata.
Analizzando i mercati specifici, il KOSPI ha perso il 27% dal picco, i titoli statunitensi beneficiari dell’AI hanno subito una correzione di circa il 25%, i titoli globali dei semiconduttori sono calati del 36% e quelli europei dei semiconduttori hanno registrato una flessione del 23%. Secondo i dati di Goldman Sachs, la volatilità dei portafogli momentum ad alta beta è circa 10 volte superiore a quella dell’indice S&P 500, mentre la volatilità implicita media dei singoli titoli ha raggiunto un livello 2,8 volte superiore rispetto all’indice.
Wilson ritiene che l’attuale ondata di vendite sia dovuta principalmente al sovraffollamento delle posizioni, all’effetto leva concentrato e al deleveraging, piuttosto che a un peggioramento macroeconomico o a un deterioramento degli utili aziendali. I dati sui prestiti bancari e sui consumi negli USA continuano a crescere e sia TSMC che ASML hanno rilasciato segnali positivi sull’andamento del business, ma le loro azioni sono comunque scese dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali.
Secondo lui, il processo di unwind del fattore momentum è vicino alla conclusione, ma nel breve termine manca ancora un catalizzatore per invertire immediatamente la tendenza di mercato. La valutazione del settore tecnologico rimane elevata e potrebbe essere necessario attendere ulteriori dati dai risultati del secondo trimestre per individuare un nuovo leader di mercato.
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