L’indice S&P 500 raggiunge un massimo storico dall’inizio della guerra in Iran
Il 16 aprile, l'indice S&P 500 ha raggiunto un massimo storico durante la sessione di negoziazione di mercoledì, segnando il primo nuovo massimo dall'inizio della guerra in Iran. L’ottimismo del mercato riguardo a una possibile de-escalation del conflitto e le forti aspettative sugli utili hanno attratto nuovamente gli investitori verso asset più rischiosi. Raggiungere un nuovo massimo in un contesto di continue crisi geopolitiche indica un cambiamento nella valutazione del rischio di mercato, con i trader che sembrano più propensi a considerare un rischio di escalation più basso nel breve termine. Quando il conflitto è scoppiato il mese scorso, il mercato azionario ha subito un calo significativo e il mercato petrolifero ha affrontato scosse senza precedenti, riaccendendo i timori sull’inflazione e sulle prospettive dei tassi d’interesse statunitensi. Dall’inizio del conflitto, il 28 febbraio, l’indice S&P 500 era sceso fino al 9%, senza però soddisfare i criteri per una ‘correzione tecnica’ confermata, mentre il Nasdaq e il Dow Jones hanno confermato di essere entrati in territorio di correzione. Il mercato è sostenuto anche da prospettive positive per gli utili societari. Dirigenti delle principali banche hanno indicato che, nonostante l’impatto dell’aumento dei prezzi del petrolio, i consumatori americani rimangono resilienti e vi è una solida pipeline di progetti di fusione e IPO.
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