S&P avverte: l'esposizione delle banche ai giganti del trading è in forte aumento, l'ecosistema finanziario statunitense si trova in uno stato di “fragilità endogena”
Il profondo intreccio tra le banche e i giganti del trading sta diventando una “bomba a orologeria” all'interno del sistema finanziario statunitense.
In un rapporto pubblicato mercoledì, S&P Global Ratings ha avvertito che l’esposizione totale delle banche statunitensi verso hedge fund e società di high frequency trading ha raggiunto diverse migliaia di miliardi di dollari, con rischi di coda a “livelli elevati”. Livelli record di leva finanziaria, una rapida espansione della portata dei finanziamenti e un'esposizione altamente concentrata in poche grandi banche contribuiscono a rendere questo ecosistema “intrinsecamente fragile e potenzialmente messo alla prova in scenari di stress estremo”.
Società di trading come Jane Street e Citadel Securities sono diventate forze di rilievo assoluto a Wall Street, la cui ascesa dipende fortemente dal supporto finanziario delle banche d’affari tradizionali. Allo stesso tempo, le attività di finanziamento di mercato dei grandi player registrano introiti sempre più elevati, rafforzando la reciproca interdipendenza. Per gli investitori, in caso di forti turbolenze di mercato o default delle controparti, l’impatto sui bilanci delle banche potrebbe superare di gran lunga le aspettative.
Le dimensioni raddoppiano in quattro anni, i rischi crescono di pari passo
Secondo i dati di S&P, nel 2024 l’ammontare dei prestiti delle prime broker—che include il finanziamento di mercato e altri servizi post-trade forniti agli hedge fund—ha superato i 2.500 miliardi di dollari, raddoppiando rispetto a quattro anni fa.
Questa attività è diventata un pilastro fondamentale delle entrate per le grandi banche d’affari. S&P stima che Goldman Sachs, Morgan Stanley, Barclays e BNP Paribas nel 2025 arriveranno a registrare complessivamente 25 miliardi di dollari di ricavi da business di finanziamento di mercato, con una crescita del 25% su base annua; e questa cifra potrebbe ancora sottostimare il totale reale.
I dati resi noti da Goldman Sachs questa settimana mostrano che nel primo trimestre di quest’anno, dei 5,3 miliardi di dollari ricavati dal trading azionario, quasi la metà proviene dal finanziamento, in crescita di quasi il 60% su base annua; il segmento del reddito fisso ha contribuito con altri circa 1 miliardo di dollari in ricavi da finanziamento.
Tuttavia, S&P sottolinea che questi finanziamenti a breve termine possono trasformarsi in impegni di capitale a lungo termine, erodendo il capitale delle banche e mettendo pressione sui rating creditizi. “Il financing di mercato assorbe liquidità nel breve periodo, mentre le relazioni clienti di lungo termine richiedono fonti stabili di fondi, e il rischio di controparte e di mercato legato alle inventari di negoziazione assorbono capitale regolamentare”, si legge nel rapporto.
Leva finanziaria ai massimi, attenzione ai rischi del basis trading
Le autorità di vigilanza stanno diventando sempre più attente all’uso diffuso da parte degli hedge fund della strategia di “basis trading”. Questa strategia sfrutta le piccole differenze di prezzo tra titoli di Stato spot e future, ma poiché il margine di guadagno è minimo, i trader si affidano ad alti livelli di leva forniti dalle banche per ottenere profitto.
I dati della Federal Reserve mostrano che all’inizio dello scorso anno, il livello di leva degli hedge fund aveva già raggiunto il massimo storico, sostenendo le ampie posizioni su titoli di Stato, derivati su tassi d’interesse e azioni.
Nel suo rapporto, S&P avverte: “L’uso aggressivo di questa strategia aumenta i rischi di secondo ordine per tutto il settore. Se dovessero verificarsi fluttuazioni di mercato o default di controparti, e le posizioni a leva dovessero essere liquidate rapidamente, le divisioni di prime brokerage e financing titoli delle banche affronterebbero rischi significativi.”
Lezioni dal passato, rischi ancora presenti
La storia insegna che rischi di questo genere, qualora si materializzassero, possono avere conseguenze devastanti. Il fallimento nel 2021 dell’ufficio familiare Archegos Capital Management ha provocato perdite per oltre 10 miliardi di dollari ai suoi prime broker, con Credit Suisse particolarmente colpita.
Il rapporto S&P sottolinea che l’esposizione totale delle banche verso hedge fund e società di trading implica rischi di coda “elevati”: pur essendo eventi meno probabili, il loro impatto può essere molto significativo.
Le dimensioni di operatori come Jane Street sono ormai considerevoli. Secondo le notizie, nel secondo trimestre dello scorso anno Jane Street ha superato i 10 miliardi di dollari di entrate da trading, superando perfino JP Morgan e Goldman Sachs nello stesso periodo. Con la crescita della loro quota di mercato e il profondo legame con il sistema bancario, questi attori rappresentano un potenziale punto di rischio che supervisor e partecipanti di mercato devono continuare a monitorare.
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