Jordi Visser afferma che la narrativa sulla minaccia quantistica di Bitcoin è esagerata, con BIP 360 e Grayscale che indicano entrambi che il 2026 riguarda principalmente la preparazione, non il panico.
Jordi Visser, ex CIO di Weiss Multi-Strategy Advisors, sta respingendo la narrativa secondo cui il calcolo quantistico rappresenterebbe una minaccia imminente per Bitcoin BTC +0.00% . In una intervista di febbraio 2026, Visser ha sostenuto che il rischio quantistico è ancora molto lontano e che la comunità crypto dovrebbe prestare maggiore attenzione a sfide di sicurezza più urgenti, in particolare a quelle poste dagli agenti di intelligenza artificiale.
Punto principale di Visser: la paura quantistica non è una crisi imminente per Bitcoin
Il 21 febbraio 2026, Anthony Pompliano ha pubblicato un’intervista intitolata “Bitcoin sta per assorbire una rotazione storica” con Visser. La conversazione, molto ampia, ha toccato il posizionamento macroeconomico di Bitcoin, l’IA e il dibattito sul calcolo quantistico che ha sempre più presa nei circoli crypto.
La trascrizione dell’intervista mostra Visser mentre afferma di dover “difendere il quantistico che è ancora molto lontano”, sottolineando però che “nessuno si preoccupa degli sciami di agenti”, un chiaro riferimento ai rischi immediati posti dai sistemi di intelligenza artificiale autonomi.
"Devo difendere il quantistico che è ancora molto lontano e nessuno si preoccupa degli sciami di agenti."
— Jordi Visser, tramite intervista di Anthony Pompliano
Una versione ridotta delle dichiarazioni di Visser ha circolato su Telegram, secondo una segnalazione non confermata, con una formulazione diversa rispetto a quanto risulta dalla trascrizione ufficiale. Tuttavia, la sostanza del suo argomento resta coerente: le minacce quantistiche alla crittografia di Bitcoin sono reali ma non imminenti, e l’attenzione della comunità è mal riposta.
Il dibattito quantistico di Bitcoin sta passando dalla narrativa all’ingegneria
Lo scetticismo di Visser verso il panico quantistico si allinea al concreto lavoro tecnico già in corso. BIP 360, una bozza di Bitcoin Improvement Proposal intitolata "Pay-to-Merkle-Root (P2MR)", è specificamente progettata per resistere ad attacchi di lunga esposizione da parte di computer quantistici rilevanti dal punto di vista crittografico.
Forbes ha riportato il 23 febbraio 2026 che l’aggiunta del BIP 360 al repository ha segnato il primo passo formale di Bitcoin verso la resistenza al quantistico. La proposta è ancora in bozza, il che significa che non è stata ancora attivata sulla rete, ma la sua esistenza indica che gli sviluppatori Bitcoin stanno trattando la minaccia come un problema di ingegneria, non ignorandolo.
La distinzione tra “bozza” e “implementato” è importante. Il BIP 360 dimostra che la comunità di sviluppo di Bitcoin sta costruendo attivamente un'infrastruttura resistente al quantistico, ma il suo stato di bozza conferma anche che non è necessario nessun aggiornamento immediato, sostenendo quanto affermato da Visser, ovvero che il 2026 non sarà l’anno in cui il quantistico romperà alcunché.
Il team di ricerca di Grayscale ha raggiunto una conclusione simile in un report del 29 dicembre 2025. La società ha scritto che "la vulnerabilità quantistica è un tema importante, ma ci aspettiamo che sia in fin dei conti un falso problema per il 2026", pur riconoscendo che le blockchain avranno necessità, in futuro, di aggiornamenti crittografici post-quantistici.
Perché nel 2026 l’attenzione potrebbe spostarsi sulla sicurezza dell’IA e sulla prontezza agli upgrade
Il punto centrale di Visser riguarda le priorità. La trascrizione dell’intervista mostra come egli contrapponga il rischio quantistico, ancora distante, alla sfida imminente della sicurezza degli agenti IA, una categoria di minaccia la cui evoluzione sta accelerando più rapidamente di quanto la maggior parte degli operatori del mercato percepisca.
Il contesto regolatorio aggiunge sfumature senza generare urgenze. La documentazione del BIP 360 fa riferimento alle scadenze di migrazione CNSA 2.0 e ai piani NIST per eliminare progressivamente la crittografia a curva ellittica per gli usi federali statunitensi dopo il 2035. Questi tempi suggeriscono una finestra di transizione decennale e non una crisi che richieda una rivalutazione immediata del mercato.
Bitcoin veniva scambiato a 66.938 dollari al momento della fotografia di ricerca, in calo dell’1,85% nelle 24 ore. L’andamento del prezzo non mostra una vendita marcata legata a notizie quantistiche, coerente con l’idea che questa narrativa non si sia tradotta in una paura misurabile nel mercato.
Snapshot di mercato CoinGecko utilizzato come riferimento per la sezione sul prezzo spot di bitcoin. La convergenza tra le dichiarazioni di Visser, i progressi tecnici del BIP 360 e le prospettive di mercato di Grayscale dipinge un quadro coerente: la minaccia quantistica a Bitcoin sta venendo affrontata a livello di protocollo e considerarla una crisi per il 2026 equivale a fraintendere sia la tempistica tecnica che la risposta della comunità di sviluppo.
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