Il WTI torna a testare i 100 dollari mentre la serie vincente continua insieme alla guerra in Medio Oriente
West Texas Intermediate (WTI) – il benchmark petrolifero statunitense – registra un nuovo aumento nelle prime ore di lunedì, estendendo la sua serie di guadagni per il quarto giorno consecutivo di negoziazione.
L’impennata implacabile dell’oro nero questo lunedì è principalmente dovuta a una possibile minaccia alla navigazione nel Mar Rosso da parte del gruppo militante Houthis, sostenuto dall’Iran in Yemen.
Gli Houthis hanno lanciato i loro primi attacchi contro Israele dall’inizio del conflitto sabato, in una espansione geografica della guerra in Medio Oriente, iniziata il 28 febbraio dopo che USA-Israele hanno colpito l’Iran.
I rischi imminenti per il commercio globale attraverso il Mar Rosso, insieme al blocco esistente dello Stretto di Hormuz, intensificano le preoccupazioni sulle possibili interruzioni nella fornitura di energia, alimentando la corsa dei prezzi del petrolio.
WTI supera ancora una volta i $100 al barile, cercando un nuovo tentativo verso il massimo triennale di $113.28.
Tutte le attenzioni ora restano sui possibili ulteriori attacchi degli Houthis contro Israele, su una probabile operazione militare terrestre degli USA in Iran e sui colloqui di pace tra USA e Iran come nuovo impulso per la negoziazione dei prezzi del petrolio.
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