La Federal Reserve si trova di fronte a un'equazione irrisolvibile mentre l'oro indica un imminente tetto del debito
Il mercato toro dell’oro entra in una nuova fase tra le tensioni del credito statunitense
Secondo Daniel Oliver, fondatore di Myrmikan Capital, il periodo globale di accumulazione per l’oro si è concluso, aprendo una fase più turbolenta alimentata dallo stress crescente all’interno del panorama creditizio statunitense.
In una recente discussione con Kitco News, Oliver ha spiegato che la Federal Reserve si trova intrappolata tra le pressioni di un’eccessiva leva nel private equity e l’aumento del debito nazionale degli Stati Uniti. Ha descritto come queste forze stiano spingendo i prezzi dell’oro e dell’argento fisici verso l’alto, mettendo in luce profonde vulnerabilità nell’intero sistema finanziario.
Debito in aumento e le sue conseguenze
Il debito nazionale degli Stati Uniti ha superato i 38,5 trilioni di dollari e il Congressional Budget Office prevede che i pagamenti annuali degli interessi saliranno a 2,1 trilioni entro il 2036. Oliver ha sottolineato che, includendo obblighi non finanziati come Medicare e Social Security, il carico reale del debito è molto più elevato—rendendo il rimborso praticamente irraggiungibile nell’attuale sistema del dollaro.
Ha osservato: "Dopo ogni grande bolla creditizia, tipicamente i prezzi degli asset crollano. Tuttavia, in questo scenario, il valore del dollaro deve diminuire, facendo salire il prezzo dell’oro affinché le valutazioni degli asset rimangano sostenibili."
Rischi del credito privato e cambiamenti di mercato
Queste sfide sistemiche stanno influenzando sempre di più i mercati del credito privato. Gli analisti di UBS hanno avvertito che, nello scenario peggiore, i tassi di default nel credito privato potrebbero raggiungere il 15 percento, principalmente a causa dei rapidi progressi dell’intelligenza artificiale che incidono sui debitori corporate.
Oliver ha evidenziato che, a differenza della crisi del 2008—quando la Federal Reserve poteva iniettare liquidità per rilanciare il mercato immobiliare—il salvataggio del settore private equity è più complesso. Le aziende sovraccariche di debiti e con una domanda dei consumatori debole non possono essere salvate semplicemente con stimoli monetari.
Il ruolo dell’oro in un panorama finanziario in evoluzione
Oliver non prevede un crollo drammatico dei mercati azionari come nel 1929 o nel 2008. Piuttosto, si aspetta un forte aumento dei prezzi dell’oro, man mano che la fiducia negli asset finanziari tradizionali si erode.
Ha inoltre osservato che il mercato dei metalli fisici sta attraversando cambiamenti fondamentali. La domanda industriale di argento si sta intensificando poiché i produttori stanno abbandonando le pratiche di inventario just-in-time. Preoccupate per interruzioni della catena di approvvigionamento, molte aziende ora stanno accumulando argento fisico nei loro stabilimenti, riducendo ulteriormente l’offerta disponibile.
Allo stesso tempo, Oliver ha notato che le banche stanno aumentando i requisiti di margine per fonderie e raffinerie, riducendo la quantità di metallo fisico lavorato e limitando il flusso di oro sia agli acquirenti retail che istituzionali.
Prospettiva storica e sguardo al futuro
Storicamente, le banche centrali dovevano mantenere riserve auree pari a circa un terzo delle loro attività totali. L’analisi di Oliver suggerisce che applicando questo rapporto al bilancio attuale della Federal Reserve, il prezzo dell’oro sarebbe molto più elevato.
Ha dichiarato: "L’oro deve raggiungere un prezzo che ristabilisca l’equilibrio nei libri contabili della Fed—attualmente, 8.000 dollari per oncia coprirebbero circa un terzo, mentre 12.000 circa la metà."
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