Nessuno se ne è accorto: una misteriosa balena ha accumulato silenziosamente 100 milioni di dollari in questa altcoin per mesi
Secondo un'analisi on-chain, negli ultimi sei mesi è stata osservata una massiccia accumulazione pari a circa il 10% dell’offerta di Chainlink (LINK).
L’analista on-chain LinkBoi, esaminando i primi 100 wallet LINK, ha scoperto che 48 diversi wallet detenevano quasi la stessa quantità di LINK e mostravano schemi di transazione sorprendentemente simili.
Secondo l’analisi, ciascuno di questi 48 wallet detiene circa 2 milioni di LINK ed è stato creato tra agosto e novembre 2025. La maggior parte delle transazioni è avvenuta negli stessi giorni, in dimensioni simili e dalle stesse fonti. Il fatto che gli acquisti provengano da un hot wallet di Coinbase e l’elevata somiglianza nelle heatmap delle transazioni rafforza la possibilità che questi indirizzi siano controllati da un’unica entità.
Secondo i calcoli di LinkBoi, questa entità ha accumulato circa 100 milioni di LINK tra agosto 2025 e gennaio 2026. Questa quantità rappresenta circa il 10% dell’offerta totale di LINK. Il punto più sorprendente è che, nonostante questa scala di acquisti, non c’è stata una significativa pressione rialzista sul prezzo.
Secondo gli analisti, la ragione di ciò è una strategia di accumulazione estremamente ben pianificata. Gli acquisti sono stati effettuati tramite wallet anonimi, suddivisi in parti più piccole per evitare di creare uno shock improvviso di domanda sul mercato. L’obiettivo era sia quello di non attirare l’attenzione che di creare posizioni senza spingere il prezzo verso l’alto.
Un periodo critico di questa strategia è stato il brusco calo del mercato il 10 ottobre 2025. In quel giorno, le vendite dettate dal panico dovute a problemi di accesso API per i market maker e preoccupazioni geopolitiche hanno portato a significative interruzioni di liquidità nei mercati delle criptovalute. Gli exchange sono stati costretti a effettuare grandi acquisti per limitare il calo, e questi asset sono stati gradualmente rivenduti sul mercato nelle settimane successive.
L’elevata liquidità risultante e la prolungata pressione di vendita hanno creato un ambiente ideale per un’accumulazione silenziosa. Infatti, 39 dei 48 wallet sono stati creati tra ottobre e novembre 2025, un periodo in cui la liquidità era ai massimi livelli.
L’aumento degli acquisti da nuovi wallet durante questo periodo ha coinciso con un notevole calo dei saldi LINK sugli exchange. I dati di CryptoQuant mostrano una marcata diminuzione dell’offerta di LINK sugli exchange tra ottobre e novembre. Questo calo coincide con la creazione di nuovi wallet, ognuno dei quali ha accumulato circa 2 milioni di LINK.
Raccogliere solo il 10% dell’offerta di LINK limita fortemente i possibili candidati. Ecco chi potrebbe essere questa whale, secondo l’analista:
Chainlink Labs: Improbabile. Le partecipazioni di LINK non circolante di Chainlink sono già pubbliche e pianificate. Inoltre, sembra incoerente che la società, pur avendo un programma di acquisto settimanale di 1 milione di LINK, accumuli segretamente token per miliardi di dollari.
BlackRock: Uno degli scenari più probabili. Considerando che BlackRock vede la tokenizzazione come il futuro della finanza e si affida a servizi Chainlink come il fondo BUIDL e CCIP, una riserva di 100 milioni di LINK potrebbe essere strategica ma anche ragionevole in termini di scala.
JPMorgan: Un altro candidato forte. La piattaforma Kinexys della banca (precedentemente Onyx) e le iniziative di finanza cross-chain si basano fortemente sull’infrastruttura Chainlink. Una tale riserva potrebbe avere senso per l’interoperabilità a lungo termine e per mitigare il rischio oracolo.
Gli analisti ritengono altamente improbabile che un investitore individuale possa gestire un’operazione di tale portata e sofisticazione.
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