La criptovaluta Numeraire (NMR) decolla dopo che JPMorgan investe 500 milioni di dollari in token AI
- Numeraire aumenta del 100% dopo il contributo di JPMorgan
- I token AI raggiungono un valore di 29,4 miliardi di dollari
- Jamie Dimon ammorbidisce le critiche e apre spazio alle criptovalute
Il token Numeraire (NMR), collegato all’hedge fund Numerai, ha registrato un forte aumento di valore dopo che JPMorgan Asset Management ha confermato il proprio impegno ad allocare 500 milioni di dollari al progetto. Questa mossa ha posto l’asset al centro del mercato dei token di intelligenza artificiale, un settore che questa settimana ha riconquistato slancio.
Secondo i dati, la criptovaluta NMR è salita di oltre il 100% in sole 24 ore, scambiando intorno ai 23 dollari. Questa performance ha reso la criptovaluta una delle protagoniste tra gli asset AI, che nel complesso sono avanzati del 5,8% nello stesso periodo, raggiungendo un valore di mercato di 29,4 miliardi di dollari.

Il progresso si è verificato anche dopo che Nvidia ha pubblicato risultati del secondo trimestre inferiori alle aspettative. L’azienda nordamericana, leader nell’hardware per l’intelligenza artificiale, è spesso considerata un indicatore chiave per il settore.
Fondata nel 2015, Numerai adotta un modello unico nel mercato finanziario, sfruttando le previsioni di data scientist tramite crowdsourcing. I partecipanti competono in tornei crittografici per prevedere i prezzi delle azioni, ricevendo ricompense in NMR per le migliori performance. Questa strategia ha già attirato investitori di fama come Paul Tudor Jones, Naval Ravikant e Howard Morgan, co-fondatore di Renaissance Technologies.
Nell’industria degli hedge fund, il termine “capacity” significa che un investitore garantisce l’accesso a un fondo con un valore predefinito, anche se in futuro i nuovi contributi saranno limitati. Questa pratica segnala un impegno di capitale, anche se i fondi non vengono trasferiti immediatamente.
L’impegno di JPMorgan con Numerai riflette anche un cambiamento nell’atteggiamento della banca verso le criptovalute. Il CEO Jamie Dimon, che in passato aveva definito Bitcoin una “frode” e paragonato gli asset digitali a “schemi Ponzi decentralizzati”, ha adottato un tono più flessibile. A maggio, ha dichiarato che, pur non sostenendo personalmente Bitcoin, consente ai clienti della banca di accedere all’asset. A giugno, l’istituto ha rivelato di stare valutando prestiti garantiti da criptovalute e prodotti di credito garantiti da asset digitali.
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