
Riepilogo settimanale TradFi 13 luglio - 17 luglio
🚨 L’inflazione crolla mentre le tensioni in Medio Oriente si riaccendono! Le aspettative di rialzo dei tassi della Fed si ribaltano e l’impennata della volatilità crea ottime opportunità di trading di CFD
Riepilogo settimanale del mercato
Questa settimana, il mercato macroeconomico globale ha attraversato forti turbolenze, spinte dal duplice impatto dei dati sull’inflazione e degli eventi geopolitici. Da un lato, il CPI e il PPI di giugno negli USA hanno entrambi mostrato un raffreddamento inatteso. Il CPI complessivo ha registrato il maggiore calo mensile da aprile 2020, mentre anche il PPI è sceso bruscamente, riducendo in modo significativo le scommesse del mercato su un rialzo aggressivo dei tassi della Federal Reserve (Fed) a luglio. Dall’altro lato, i rischi geopolitici in Medio Oriente sono aumentati rapidamente. Il crollo dell’accordo di cessate il fuoco tra USA e Iran, gli attacchi alle navi commerciali nello Stretto di Hormuz e il ripristino di un blocco marittimo da parte degli USA hanno spinto i prezzi internazionali del petrolio a rimbalzare rapidamente fino ai massimi di quattro settimane.
Questo scenario complesso, tra “dati sull’inflazione incoraggianti” e “rischi di inflazione energetica che si riaccendono”, concede alla Fed una tregua nel breve termine, ma mantiene estremamente incerte le prospettive di politica monetaria a medio-lungo termine. Stretta tra aspettative di taglio dei tassi e sentiment da bene rifugio, la logica di pricing degli asset sul mercato sta cambiando rapidamente, creando eccellenti opportunità di swing trading e range trading per i trader di CFD.
Temi settimanali del mercato
1. CPI & PPI in forte calo, crolla la probabilità di un rialzo dei tassi Fed a luglio
Il CPI e il PPI di giugno pubblicati questa settimana sono risultati nettamente inferiori alle attese. Il CPI core si è raffreddato in modo significativo, con l’inflazione “supercore” che ha registrato il maggiore calo dalla pandemia. Anche il PPI ha segnato la flessione più marcata degli ultimi anni, spinto dalla deflazione dei beni. Questi dati eccellenti hanno in gran parte escluso dai prezzi la possibilità di un rialzo dei tassi a luglio, indebolendo direttamente il momentum rialzista del dollaro USA e offrendo supporto di breve periodo alle valutazioni azionarie.Asset da monitorare: indice del dollaro USA (DXY), rendimento dei Treasury USA a 2 anni (US02Y)
2. Il conflitto in Medio Oriente si riaccende, il rimbalzo del petrolio introduce nuove incognite sull’inflazione
Sebbene gran parte del raffreddamento dell’inflazione di giugno sia stata attribuita al calo dei prezzi dell’energia, il deterioramento delle condizioni in Medio Oriente sta invertendo questa tendenza. Con l’escalation del conflitto USA-Iran e le interruzioni nelle rotte marittime, i rischi per l’offerta di petrolio greggio sono aumentati bruscamente, portando a un rapido rimbalzo dei prezzi del petrolio. Ciò significa che le prossime rilevazioni del CPI dovranno probabilmente affrontare una rinnovata pressione rialzista dovuta al recupero dei costi energetici, con il rischio di risvegliare in qualsiasi momento il mostro dell’inflazione.Asset da monitorare: Brent Crude Oil (UKOUSD), WTI Crude Oil (USOUSD)
3. I funzionari della Fed restano cauti, prospettive di politica monetaria avvolte dall’incertezza
Nonostante il carattere fortemente dovish dei dati recenti, funzionari della Fed come Christopher Waller e Kevin Warsh hanno ribadito la loro “tolleranza zero” verso un’inflazione elevata, sottolineando che servono “diversi mesi consecutivi” di dati positivi per confermare il ritorno dell’inflazione verso il percorso del 2%. Se i prezzi del petrolio continuassero a salire, il rischio di un rialzo dei tassi a settembre non sarebbe del tutto escluso. Questa incertezza di politica monetaria sta innescando un’espansione generalizzata della volatilità cross-asset.Asset da monitorare: indice S&P 500 (US500), rendimento dei Treasury USA a 10 anni (US10Y)
Analisi dei principali asset
Mercato Forex (DXY / EURUSD / USDJPY)
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Penalizzato dal rapido raffreddamento dei dati sull’inflazione, il dollaro USA ha subito questa settimana una forte pressione di vendita nel breve termine, offrendo alle valute non statunitensi come l’euro spazio per un rialzo. Tuttavia, mentre il conflitto in Medio Oriente innesca un sentiment risk-off, l’attrattiva del dollaro come bene rifugio continua a fornire un supporto di fondo. Nel frattempo, lo yen giapponese potrebbe registrare pullback influenzati dal calo dei rendimenti dei Treasury USA, dando vita a un intenso braccio di ferro tra rialzisti e ribassisti.
Mercato delle materie prime (USOUSD / UKOUSD)

Il petrolio greggio è tornato ancora una volta al centro della scena. I fattori ribassisti legati al calo dei prezzi di giugno sono stati pienamente assorbiti dai prezzi; l’attuale pricing è dominato dalla geopolitica mediorientale e dalla crisi del blocco nello Stretto di Hormuz. I prezzi del petrolio sono rapidamente rimbalzati fino ai massimi di quattro settimane, con una volatilità in forte espansione, offrendo numerose opportunità ai trader alla ricerca di configurazioni in range e di breakout.
CFD su indici (US500 / NAS100)
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Il raffreddamento di CPI e PPI, insieme al calo dei rendimenti dei Treasury, ha impresso un forte momentum rialzista di breve periodo alle azioni USA. Tuttavia, alcuni settori tech (ad esempio software e accessori) stanno ancora affrontando pressioni sui costi, determinando una divergenza nelle performance dei titoli tecnologici. Gli indici oscillano su livelli elevati, mettendo alla prova la capacità dei trader di eseguire un ritmo “compra sui ribassi e prendi profitto rapidamente”.
Focus della prossima settimana
● Dati PCE & persistenza dell’inflazione: Il focus del mercato si sposterà sul prossimo indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE). Sarà il principale indicatore per verificare se l’inflazione si sta raffreddando in modo sostanziale e per orientare la prossima mossa della Fed.
● Tensioni in Medio Oriente & rischi per l’offerta di petrolio: Monitora attentamente gli sviluppi del conflitto USA-Iran e la situazione nello Stretto di Hormuz. Se i prezzi dell’energia continueranno a salire, non solo riaccenderanno i timori inflazionistici, ma potrebbero anche innescare un sentiment risk-off più ampio sul mercato, portando a una nuova ondata di volatilità su azioni e forex.
Conclusione
La logica di mercato di questa settimana può essere riassunta così: “I dati favorevoli sull’inflazione indeboliscono le aspettative di rialzo dei tassi, mentre il conflitto in Medio Oriente alimenta i rischi di inflazione energetica.” Quando dati macroeconomici estremamente rialzisti incontrano cigni neri geopolitici imprevedibili, il mercato oscilla violentemente tra “euforia per le aspettative di allentamento” e “paura di una ripresa dell’inflazione”.
Per gli investitori spot tradizionali, questo mercato imprevedibile rende difficile il posizionamento di lungo periodo. Ma per i trader di CFD, questa è un’occasione d’oro per distinguersi! In termini di strategia, consigliamo di cogliere il momentum rialzista di breve termine sugli indici azionari con operazioni di swing trading agili (prendendo profitto tempestivamente). Per il petrolio greggio, sfrutta la volatilità guidata dalla geopolitica per il range trading. Facendo leva sulla flessibilità del trading bidirezionale sulla piattaforma e impostando stop loss rigorosi, puoi cogliere con precisione i potenziali profitti generati da inversioni di mercato e volatilità in questo estremo braccio di ferro macroeconomico!
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- Focus della prossima settimana
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